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79 risultati trovati con una ricerca vuota

  • Banca Profilo nomina Emiliano Verniero Group General Counsel

    Banca Profilo,  nell’ambito della strategia volta a rafforzare ulteriormente il proprio top management,  ha annunciato nei giorni scorsi la nomina dell’Avv. Emiliano Verniero come nuovo Group General Counsel (Responsabile Legale e Societario) .   Formatosi a Napoli, dove ha iniziato la carriera occupandosi di contenzioso civile e amministrativo, ha proseguito il proprio percorso professionale tra Roma, Milano e Londra, dapprima come avvocato in studi nazionali e internazionali, quali Clifford Chance, BonelliErede e CRCCD, per poi passare alla consulenza  in house  con ruoli di crescente responsabilità in GE Capital (dove è stato anche amministratore delegato di GE Capital Funding Services S.r.l.) e in Unicredit, dove ha ricoperto da ultimo il ruolo di Head of Group Client Solutions Legal.   " È un onore entrare a far parte di Banca Profilo, una realtà che vive un momento di trasformazione profonda sotto la guida del Dott. Arpe, che ringrazio per la fiducia accordatami. Sono entusiasta di contribuire al rafforzamento della Banca portando al servizio della stessa la mia esperienza e professionalità " ha dichiarato l’Avv.  Emiliano Verniero .   “ Questa nomina testimonia la volontà di Banca Profilo di continuare a dotarsi di una squadra manageriale all’altezza delle sfide che la attendono in questa fase trasformativa e per prepararsi al meglio per quelle che verranno nel prossimo futuro ” ha affermato il  Dott. Matteo Arpe , Amministratore Delegato di Banca Profilo.   Banca Profilo è un istituto specializzato nel Private & Investment Banking. Dal 1995 offre servizi per la gestione del patrimonio di clienti privati e istituzionali e per le esigenze finanziarie delle imprese. È quotata in Borsa con una solidità patrimoniale ai massimi livelli europei.

  • Bain & Company Italia: aumenta la spesa per lo shopping di Natale. Nei viaggi l’Italia resta la meta preferita

    Secondo la nuova edizione dell’ Italy Holiday Shopping Outlook  di Bain & Company Italia, realizzata in collaborazione con Toluna e basata su un panel di oltre 1.000 intervistati, il quadro delle festività 2025 mostra un consumatore italiano più attivo, pianificatore e disposto a investire maggiormente sia negli acquisti natalizi, sia nelle vacanze invernali. I dati confermano infatti che sei consumatori su dieci  approfittano delle offerte della stagione invernale – Black Friday incluso – per programmare con anticipo i regali di Natale, utilizzando le promozioni come leva strategica per ottimizzare il proprio budget e distribuire la spesa in modo più efficiente. La tendenza all’anticipo negli acquisti si accompagna a un incremento della spesa media destinata ai regali natalizi, che raggiunge 228 euro , con una crescita del 10% rispetto al 2024 . Questo aumento interessa tutte le fasce di reddito , segnalando una maggiore propensione generale alla spesa, indipendentemente dalla disponibilità economica delle famiglie. Le differenze emergono sul piano demografico: gli uomini mostrano una disponibilità leggermente superiore rispetto alle donne , oltre a un maggiore ottimismo nelle aspettative. La quota di coloro che prevedono di spendere di più passa infatti dal 13% al 20% , mentre si riduce dal 36% al 31%  la percentuale di chi ipotizza un contenimento del budget. Rimane invece stabile il segmento che si aspetta una spesa in linea con quella dell’anno precedente. Sul fronte generazionale, la Gen X  conferma il proprio ruolo di guida nei consumi natalizi, con un budget medio vicino ai 250 euro , risultando la fascia più propensa alla spesa. Seguono i Boomer , con una media di 229 euro , e i Millennial , che si attestano attorno ai 208 euro . La Gen Z  rimane invece la generazione più prudente, mantenendo livelli di spesa inferiori rispetto alle altre coorti. Una minoranza, pari al 5%  dei consumatori, decide di rimandare gli acquisti ai saldi di gennaio, segnale che estende temporalmente la finestra di opportunità commerciale per il retail oltre il tradizionale periodo natalizio. L’atmosfera di maggiore fiducia trovata negli acquisti si riflette anche nel settore dei viaggi: il budget dedicato alle vacanze natalizie registra un incremento, raggiungendo i 650 euro  medi a persona, pari a un +8% rispetto all’anno precedente . La propensione al viaggio interessa due italiani su cinque , indicando una rinnovata vitalità del turismo invernale. Tra coloro che si mettono in movimento, il 71% sceglie una meta italiana , confermando il ruolo del Bel Paese come destinazione privilegiata – soprattutto per Gen Z e Millennial , che dimostrano una preferenza ancora più marcata per le mete domestiche. Parallelamente, l’interesse verso l’estero scende dal 19% al 17% , evidenziando un orientamento più forte verso la prossimità e la valorizzazione delle destinazioni nazionali. Per quanto riguarda le mete, la montagna  si conferma la scelta più gettonata, attirando il 45%  dei viaggiatori. A seguire si collocano le città d’arte , scelte dal 39% , mentre il mare continua a rappresentare un’opzione significativa ma meno prevalente. Anche sul fronte della spesa per le vacanze emergono differenze generazionali: la Gen Z  rimane la fascia più cauta, mentre i Boomer  guidano la classifica con un budget che supera i 730 euro , testimoniando una maggiore capacità di investimento in termini di comfort e attività. La composizione delle voci di spesa conferma in modo netto le priorità dei viaggiatori. L’alloggio assorbe la quota maggiore, pari al 50%  del budget totale, seguito dal cibo , che pesa per il 46% , e dalle attività di svago e divertimento, che rappresentano il 41% . Solo il 14%  del budget complessivo viene destinato alle esperienze culturali come musei o monumenti, un dato che evidenzia un orientamento più marcato verso il benessere, la ristorazione e l’intrattenimento. Le preferenze in termini di sistemazione riflettono una domanda diversificata e sensibile alle evoluzioni del mercato. Le case in affitto e i B&B  risultano la scelta più diffusa, con il 37%  delle preferenze, seguiti dagli hotel , che si attestano al 36% . Entrambe le opzioni registrano un leggero calo rispetto al 2024 (quando erano rispettivamente al 41% e al 38%), mentre cresce l’incidenza delle case di proprietà o di amici e parenti , scelta dal 20%  dei viaggiatori. Gli agriturismi , preferiti dal 17% , confermano la loro capacità di attrarre un pubblico in cerca di autenticità e contesti più immersivi. Per i retailer e gli operatori del turismo, le evidenze emerse delineano uno scenario particolarmente interessante. Come sottolinea Luigi Do, Partner Retail di Bain & Company , l’aumento complessivo dei budget, sia per gli acquisti natalizi sia per le vacanze invernali, determina un’opportunità cruciale per intercettare una domanda più viva e segmentata, soprattutto nel corso del Black Friday e nelle settimane di dicembre. L’invito è a proporre offerte integrate, flessibili e centrate sull’esperienza, in particolare nei confronti della Gen X , che guida la ricerca di attività significative e personalizzate. Una visione condivisa anche da Alberto Motta, Associate Partner di Bain & Company , che evidenzia come la crescita della propensione alla spesa – trasversale a reddito, genere e generazioni – apra un mercato più competitivo ma allo stesso tempo più ricettivo. La sfida per le aziende sarà quella di differenziare i messaggi, personalizzare i percorsi di acquisto e mantenere una strategia attiva anche nel post-Natale, alla luce del 5% di consumatori che concentra le proprie decisioni di spesa nei saldi di gennaio. In questo contesto, la capacità di leggere con precisione le aspettative dei diversi segmenti diventa un fattore determinante per massimizzare il valore lungo l’intero arco della stagione.

  • gAIn360 debutta in Borsa su Euronext Growth Milan

    gAIn360, realtà tecnologica nata nel 2024 e specializzata in soluzioni proprietarie basate sull’intelligenza artificiale per operatori del settore finanziario, si prepara a debuttare a Piazza Affari con una valutazione pari a 9,8 milioni di euro, dopo aver raccolto 1,8 milioni interamente tramite aumento di capitale. Il prezzo di collocamento è stato fissato a 1,60 euro per azione , ossia il valore minimo della forchetta indicata (1,60–2,00 euro). Il flottante ammonta al 13,37%. La società del gruppo Mashfrog conta 6.127.000 azioni ordinarie — di cui 1.127.000 di nuova emissione — e altrettanti 1.127.000 Warrant denominati “Warrant GAIN360 2025–2028”. Il Consiglio di Amministrazione è formato da sette membri: Edoardo Narduzzi (Presidente), Maurizio Santacroce (CEO), Alessandro Leone, Thomas Pfiester, Giulio Prevosti, Alberto De Paoli e Paolo Verna (consigliere indipendente). Le nomine di Pfiester, Prevosti, De Paoli e Verna diventano effettive alla data di ammissione alla quotazione. La struttura azionaria post-ammissione vede Ester Lucia Narduzzi, figlia di Edoardo Narduzzi, detenere il 79,59% del capitale (77,59% tramite Mashfrog Group S.r.l. e 2% tramite Masada S.r.l.). Alessandra Porchera, coniuge di Narduzzi, possiede invece il 7,05% (4,02% via Mashfrog Group S.r.l. e 3,03% a titolo personale). L’ingresso su Euronext Growth Milan – Segmento Professionale (EGM PRO) , il mercato di Borsa Italiana dedicato alle PMI che desiderano un percorso di accesso più graduale, è previsto per il 10 dicembre 2025, mentre il primo giorno di negoziazione sarà il 12 dicembre. MIT SIM ricopre il ruolo di Euronext Growth Advisor. Sul fronte operativo, la società ha completato lo sviluppo della versione commerciale del software gAIn360 e ha avviato la distribuzione in modalità Software-as-a-Service tramite Salesforce AppExchange. Attraverso gAIn360, gli intermediari finanziari e le società di wealth management possono: a) adottare un sistema di Customer Relationship Management avanzato, in grado di gestire digitalmente e in modo personalizzato le interazioni con i clienti; b) utilizzare un motore di previsione basato su AI che, partendo da informazioni pubbliche, elabora quotidianamente trend di prezzo e rendimenti attesi, integrandosi facilmente con le piattaforme di trading; c) accedere a un data cloud centralizzato per raccogliere e organizzare tutte le informazioni dei clienti — incluse quelle provenienti da e-mail, WhatsApp o altri canali — così da costruire proposte pienamente allineate alle loro esigenze e supportate da analisi e previsioni sui mercati.

  • Clessidra Capital Credit affianca Giovanni Giuliani e Stefano Pellegrino per il controllo di Health Italia

    Clessidra Capital Credit ha scelto di affiancare Giovanni Giuliani e Stefano Pellegrino nel progetto che punta a prendere il controllo di Health Italia , realtà di riferimento nella sanità integrativa e nei servizi di welfare per famiglie, lavoratori e imprese. L’operazione coinvolge il Fondo Clessidra Private Debt ed è inserita in un’iniziativa imprenditoriale che guarda a un settore in forte espansione, spinto dalla crescente domanda di assistenza sanitaria privata e di welfare aziendale. Giuliani, con un passato in McKinsey, Generali e Zurich, insieme a Pellegrino, ex Mediobanca, ha organizzato un’operazione del valore di circa 60 milioni di euro per acquisire la maggioranza di Health Italia. I due hanno riunito un club deal che, al momento del closing, ha ottenuto il 68% del capitale , includendo anche il reinvestimento del management della società. Il progetto prevede inoltre il lancio di un’OPA obbligatoria finalizzata al delisting delle azioni residue, un’operazione sostenuta finanziariamente da Banco BPM. Il supporto di Clessidra, attraverso strumenti equity e mezzanine, rappresenta uno degli elementi centrali dell’operazione. Al termine dell’acquisizione, i ruoli chiave saranno affidati proprio ai due promotori: Giuliani diventerà Amministratore Delegato , mentre Pellegrino assumerà la Presidenza della società. Secondo quanto comunicato, l’ingresso di Clessidra è considerato un passaggio determinante per accelerare la crescita di Health Italia e favorire la creazione di un player capace di integrare soluzioni di prevenzione e protezione rivolte a famiglie e lavoratori, con un approccio innovativo e orientato alla semplicità d’uso. Il piano dei nuovi soci punta a valorizzare gli asset già presenti, sostenere il management interno e investire in tecnologia e marketing per ampliare la distribuzione e la gamma dei servizi. Giuliani ha sottolineato che questa operazione segna l’avvio di una nuova fase per Health Italia, con l’obiettivo di costruire un “campione nazionale della salute e del benessere”, sfruttando le potenzialità delle tecnologie più avanzate — incluse le soluzioni di Applied AI — per offrire servizi sempre più personalizzati. Pellegrino ha ribadito la visione comune e l’ambizione condivisa di creare un leader nel mercato della sanità integrativa, evidenziando le qualità e il potenziale ancora da esprimere della società. Anche Clessidra ha espresso forte fiducia nel progetto: Mario Fera, Amministratore Delegato della SGR, ha raccontato che la decisione di investire nasce dalla solidità della squadra manageriale e dalla convinzione che il mercato della sanità integrativa disponga di ampi margini di crescita, soprattutto considerando l’attuale bassa diffusione delle soluzioni private in Italia.

  • Blackstone riduce la sua esposizione in Finance of America: vendita da 15,9 milioni di dollari

    I fondi legati a Blackstone hanno recentemente effettuato una vendita di circa 15,9 milioni di dollari in titoli di Finance of America Companies (FOA), un'operazione che ha attirato l’attenzione degli investitori soprattutto per un particolare piuttosto curioso: il prezzo a cui le azioni e le unità LLC sono state cedute, 10 dollari l’una, risultava ben inferiore al valore di mercato del titolo, che nello stesso periodo si aggirava intorno ai 22,7 dollari. Nonostante questa apparente discrepanza, la transazione sembra rientrare più nella normale gestione interna dei portafogli dei fondi che non in un segnale di sfiducia verso la società. Entrando un po’ nel dettaglio, Blackstone ha ceduto poco più di 1,59 milioni di azioni di Classe A e oltre 2,4 milioni di unità LLC convertibili anch’esse in azioni FOA. Le entità coinvolte sono diverse società affiliate al gruppo, tutte considerate “insider” perché detentrici di partecipazioni rilevanti. Spesso, in questi casi, le operazioni non seguono la logica del mercato aperto ma avvengono tramite accordi strutturati, già pianificati o inseriti in processi più ampi di riallocazione del capitale. È quindi possibile che il prezzo fisso di 10 dollari rifletta accordi interni piuttosto che una valutazione effettiva del titolo. Per quanto riguarda Finance of America, la società sta attraversando un periodo di trasformazione. Negli ultimi anni ha concentrato sempre più le proprie attività nel settore dei mutui reverse, un mercato in crescita grazie all’aumento della popolazione over 60 negli Stati Uniti. Non è un momento semplicissimo: nell’ultimo anno FOA non ha registrato utili, ma gli analisti prevedono un possibile ritorno in positivo nel corso del 2025. Ciò che colpisce, però, è l’elevata liquidità dell’azienda, con un rapporto di liquidità corrente molto alto, elemento che indica una buona capacità di far fronte agli obblighi finanziari nel breve periodo. La capitalizzazione di mercato si colloca intorno ai 480 milioni di dollari. Alla luce di tutto questo, non sembrano esserci segnali particolarmente preoccupanti per la società. La vendita da parte dei fondi Blackstone non va letta come un campanello d’allarme, ma piuttosto come una fase del naturale processo di gestione delle partecipazioni. È un tipo di operazione che nel mondo del private equity è abbastanza comune e spesso non indica un giudizio negativo sull’azienda. Per gli investitori e gli osservatori del settore, la notizia è quindi interessante più per comprendere i movimenti degli attori istituzionali che per trarne conclusioni affrettate sul futuro di FOA. Il mercato dei mutui reverse resta uno dei segmenti più dinamici dei servizi finanziari statunitensi e, anche grazie alle prospettive demografiche, potrebbe continuare a crescere nei prossimi anni.

  • JP Morgan: Vittorio Rivaroli guiderà l’equity capital markets in Europa

    JP Morgan ha annunciato la nomina di Vittorio Rivaroli come nuovo Responsabile dell’Equity Capital Markets (ECM) per l’Europa Continentale, rafforzando la propria presenza in un’area considerata strategica per le operazioni legate ai mercati azionari. Rivaroli lavorerà dalla sede di Milano e riporterà direttamente a Ashish Jhajharia, Head of ECM per l’area EMEA. Un incarico centrale per il mercato dei capitali europei Nel suo nuovo ruolo, Rivaroli guiderà tutte le attività ECM nei Paesi dell’Europa continentale, coordinando operazioni di IPO, aumenti di capitale, accelerated bookbuilding e altre transazioni chiave volte a facilitare l’accesso delle aziende ai mercati azionari. La scelta di JP Morgan conferma l’obiettivo della banca di consolidare la propria presenza locale e di intensificare le relazioni con clienti e stakeholder in un contesto finanziario particolarmente dinamico. Una lunga esperienza nel gruppo tra Milano e Londra Rivaroli è attivo in JP Morgan da sedici anni, durante i quali ha maturato un solido percorso nei capital markets, assistendo aziende in Italia, Grecia e nei Paesi nordici. Ha trascorso oltre un decennio nella sede di Londra, seguendo numerosi mandati ECM e DCM per società italiane e sviluppando competenze integrate nel corporate finance, che lo hanno reso una figura autorevole all’interno del settore. Con questa nomina, JP Morgan mira a consolidare ulteriormente la propria posizione nel mercato equity europeo, facendo leva sull’esperienza e sulla profonda conoscenza del settore che Rivaroli ha costruito nel corso della sua carriera.

  • Big Tech a caccia di AI: l’Europa è il nuovo obiettivo per le operazioni di M&A

    Negli ultimi anni, come accade per molti trend tecnologici, il mercato europeo e globale dell’intelligenza artificiale è stato descritto soprattutto attraverso il numero dei round di investimento e l’entità dei capitali raccolti. Nel 2025, però, il parametro che indica realmente la maturità del settore è cambiato: al centro non ci sono più solo i finanziamenti, ma le operazioni di fusione e acquisizione (M&A).Dopo due anni di raccolte record, i primi segnali concreti di consolidamento arrivano infatti dal mercato dell’M&A. I grandi gruppi tech e le scaleup più solide stanno acquistando startup native dell’AI per rafforzare il proprio vantaggio competitivo, accelerare il go-to-market e assicurarsi i talenti migliori. M&A AI in Europa: l’avvio di un nuovo ciclo di consolidamento Una nuova ondata di acquisizioni sta attraversando l’ecosistema europeo dell’intelligenza artificiale, segnando l’inizio di una fase diversa. Dopo il periodo della sperimentazione, le aziende più capitalizzate preferiscono oggi integrare soluzioni pronte e team già operativi, riducendo rischi e tempi di sviluppo. Numeri da record per le acquisizioni di startup AI europee Secondo i dati diffusi da Sifted, nei primi dieci mesi del 2025 si sono già concluse circa cento acquisizioni di startup europee specializzate in AI, superando il precedente record delle ottantacinque operazioni registrate nell’intero 2024. I mesi di luglio e agosto hanno segnato i livelli più elevati di sempre, con rispettivamente diciotto e quindici deal. Il mercato sta dunque entrando in una vera fase di consolidamento, in cui l’obiettivo non è più soltanto sperimentare, ma scalare tecnologie già validate. Il profilo delle startup target e la crescita delle early exit Le acquisizioni riguardano aziende con tecnologie già validate in contesti enterprise e ricavi ricorrenti nell’ordine dei sei-dieci milioni di euro. Sono realtà che hanno dimostrato la solidità del proprio prodotto e che diventano oggi target ideali per chi vuole accelerare lo sviluppo e portare rapidamente sul mercato soluzioni di AI affidabili e scalabili. Questo fenomeno favorisce anche un aumento delle early exit, immettendo nuova liquidità negli ecosistemi locali e alimentando un circolo virtuoso fatto di second time founders ed early employees che, con capitali freschi, possono avviare nuovi progetti o investire in quelli altrui. Le grandi acquisizioni che ridisegnano la mappa del potere nell’AI europea I deal più significativi del 2025 mostrano bene come l’Europa sia diventata un mercato strategico per i grandi player globali. I deal simbolo dell’M&A AI in Europa Tra le operazioni più rilevanti, Workday ha acquisito la svedese Sana Labs, attiva nel knowledge management basato su AI, in un accordo da circa 1,1 miliardi di dollari: una delle più grandi exit europee di sempre e un segnale della forte domanda di soluzioni enterprise pronte per l’integrazione. Poco dopo, il gruppo israeliano-americano NICE ha acquistato la tedesca Cognigy, leader nell’AI conversazionale, per circa 955 milioni di dollari. Anche Salesforce ha rafforzato la sua presenza in Europa, integrando la britannica Convergence, specializzata in AI per le vendite. Nel settore della cybersecurity, Check Point Software ha rilevato la svizzera Lakera, attiva nella protezione delle applicazioni di agentic AI, in un deal da circa 300 milioni di dollari. L’Europa come bacino di innovazione “pronta da acquistare” Queste operazioni confermano il crescente interesse dei colossi globali verso le tecnologie sviluppate in Europa. L’obiettivo è integrare competenze già mature, ampliando l’offerta e neutralizzando potenziali concorrenti. In questo scenario, l’Europa si configura come un serbatoio di innovazione competitivo e accessibile, dove convivono ricerca avanzata, talenti di alto livello e valutazioni ancora più contenute rispetto ad altre aree del mondo. Perché l’M&A nell’AI europea accelera proprio adesso La corsa alle acquisizioni risponde a diverse ragioni, che intrecciano strategia industriale, rapidità di esecuzione e convenienza economica. Velocità e go-to-market La prima leva è la rapidità. I grandi gruppi possono integrare prodotti già pronti e portarli subito sul mercato grazie alle proprie reti commerciali globali, evitando anni di R&D e riducendo i rischi legati all’adozione. Valutazioni più realistiche dopo la bolla del 2021 Un altro fattore riguarda le valutazioni: dopo la bolla del 2021, i prezzi si sono ridimensionati e molti asset tecnologici oggi sono acquistabili a multipli più sostenibili. La “guerra dei talenti” e la logica dell’acqui-hire Infine, c’è la competizione per il talento, particolarmente intensa nel settore AI. Acquisire una startup permette di integrare rapidamente un team di specialisti. L’operazione di Anthropic, che ha assorbito il team londinese di Humanloop, è un esempio chiaro di questa strategia di acqui-hiring. Scaleup e startup: un ecosistema che cambia ruolo nell’M&A AI Per la prima volta, anche alcune scaleup europee non sono solo target, ma diventano esse stesse acquirenti, un segno di maturazione dell’ecosistema. Le nuove scaleup acquirenti: Mistral AI, Poolside e Jack & Jill La novità del 2025 è che anche attori europei cominciano a muoversi sul fronte M&A. Mistral AI, dopo il mega-round da 1,7 miliardi, ha istituito un team dedicato alle acquisizioni. La britannica Poolside sta seguendo la stessa direzione, assumendo figure esperte in M&A. Persino realtà nate da poco, come la londinese Jack & Jill (fondata nel 2025 e finanziata con 20 milioni di dollari), hanno annunciato piani per integrare piccoli team tech tramite operazioni di acqui-hire. Operazioni mid-size e nuove opportunità nell’ecosistema Si tratta di operazioni generalmente comprese tra dieci e cinquanta milioni di dollari. Anche se meno visibili, queste transazioni immettono liquidità nel sistema e aprono nuove carriere per ingegneri e fondatori, contribuendo a un ecosistema più dinamico e sostenibile. Sovranità tecnologica europea: equilibrio tra rischi e opportunità Il tema centrale resta quello della sovranità tecnologica. Se la maggior parte delle acquisizioni proviene da player extraeuropei, il rischio è che l’Europa perda rapidamente i propri campioni nazionali. Il problema è aggravato dalla scarsità di capitali di crescita adeguati. Per questo la Commissione Europea sta accelerando sulla creazione di strumenti come lo Scale-up Europe Fund, un fondo pubblico-privato da 10 miliardi destinato a sostenere le aziende in fase avanzata e trattenere nel continente una parte del valore generato dall’AI. L’M&A AI come leva per la maturità industriale europea Il 2025 segna così il passaggio dell’ecosistema AI europeo a una fase più industriale. Dopo l’era della pura innovazione, l’attenzione si sposta sull’esecuzione e sull’integrazione tecnologica. I fondatori devono preparare le proprie aziende a essere integrabili in contesti enterprise, mentre i VC vedono finalmente possibilità concrete di ritorno. Per le scaleup più solide, invece, l’acquisizione diventa una strategia di difesa e rafforzamento competitivo. L’Europa ha davanti una sfida decisiva: trattenere una quota del valore generato dalla propria innovazione e costruire veri campioni continentali dell’AI. Le acquisizioni non rappresentano una resa, ma un passaggio naturale verso la crescita industriale del settore. Se sostenuto con visione di lungo periodo e capitali adeguati, questo consolidamento può trasformarsi in un vantaggio competitivo per l’intero ecosistema europeo dell’intelligenza artificiale.

  • OPA totalitaria di Mare Group su Eles: arriva il via libera Consob, adesioni dal 5 al 30 dicembre

    Consob ha approvato il documento relativo all’OPA volontaria totalitaria promossa da Mare Group sulle azioni ordinarie e a voto plurimo di Eles Semiconductor Equipment S.p.A. non ancora in suo possesso. L’offerta prevede un corrispettivo di 2,61 euro per azione , superiore ai 2,25 euro inizialmente annunciati, anche in considerazione del prezzo riconosciuto nella parallela operazione comunicata da Xenon. Il periodo di adesione sarà aperto dal 5 al 30 dicembre 2025 , salvo proroghe, mentre il pagamento del corrispettivo è fissato per l’ 8 gennaio 2026 . In presenza delle condizioni previste, i termini dell’offerta verranno riaperti dal 9 al 15 gennaio , con liquidazione delle adesioni attese per il 22 gennaio . L’iniziativa di Mare Group mira a rilevare l’intero capitale di Eles e, se possibile, a procedere al delisting da Euronext Growth Milan. Il raggiungimento del 100% del capitale non rappresenta tuttavia una condizione di efficacia dell’offerta: il delisting avverrà solo qualora si creino i presupposti normativi per l’attivazione delle procedure di sell out  e squeeze out , che verrebbero gestite in un’unica fase. Sul fronte dei conti, Eles ha chiuso i primi nove mesi del 2025 con ricavi consolidati pari a 21 milioni di euro , in lieve calo rispetto ai 21,9 milioni registrati nello stesso periodo del 2024 (-4%). Le vendite della linea Semiconduttori nei segmenti Industrial e AI, insieme a quelle del comparto Aerospace & Defense, hanno parzialmente compensato la flessione della domanda nel settore Automotive.

  • La struttura dei Club Deal, origini e prospettive

    Intervista a chi i club deal li struttura, con esperienza internazionale: l’Avv. Vincenzo Oliverio Global Head M&A & Capital Markets – Oliverio & Partners D: Avvocato Oliverio, che cos’è un club deal e da dove nasce? Oliverio: Il club deal nasce nel private equity anglosassone: un gruppo ristretto di imprenditori, family office e investitori privati si unisce per finanziare una singola operazione – di solito l’ingresso nel capitale di un’azienda non quotata o di un progetto immobiliare – tramite una società veicolo dedicata. È un modello di investimento “su misura”, molto più vicino all’imprenditoria che alla finanza anonima. D: Come si struttura tecnicamente un club deal in Italia? Oliverio: Normalmente c’è un promotore che individua l’operazione, coordina la due diligence e propone il deal agli investitori. Si costituisce una SPV (S.r.l. o S.p.A.) che raccoglie i capitali e acquisisce la partecipazione nella società target. La governance viene regolata da patti parasociali , con diritti di veto, quorum rafforzati e regole chiare di ingresso e uscita per tutti i partecipanti. D: Qual è la differenza principale tra club deal e fondo di investimento? Oliverio: Il fondo raccoglie capitali prima e investe dopo, con un mandato ampio: gli investitori delegano le scelte al gestore e non decidono deal per deal. Nel club deal, invece, gli investitori valutano e scelgono ogni singola operazione , partecipano alla governance e spesso portano anche competenze industriali. Il fondo offre diversificazione e standardizzazione; il club deal offre controllo, allineamento di interessi e maggiore personalizzazione. D: Perché il club deal è destinato a crescere e perché è così flessibile? Oliverio: Perché è perfettamente coerente con il tessuto di PMI e aziende familiari italiane. È flessibile su tutto: taglio dell’investimento, durata, strumenti finanziari e governance. Si adatta alle esigenze della target e del gruppo di investitori, senza la rigidità dei regolamenti di un fondo. In un contesto come il nostro, il club deal consente di portare capitale e competenze senza snaturare l’identità dell’azienda. È uno strumento destinato a pesare sempre di più nel private capital italiano.

  • 21 Next, al via piattaforma leader nel risparmio: decolla la maxi alleanza fra Edizione, 21 Maxi-alleanza nel risparmio gestito: Edizione, holding della famiglia Benetton, 21 Invest e Tages

    Maxi-alleanza nel risparmio gestito: Edizione, holding della famiglia Benetton, 21 Invest e Tages hanno definito ieri un accordo preliminare per la nascita di 21 Next, piattaforma innovativa che opererà nel mondo dell'Alternative Asset Management. Con un capitale iniziale da 500 milioni di euro messo a disposizione da Edizione , la holding della famiglia Benetton, prende vita 21 Next , una nuova piattaforma europea di investimento nei private market . Il progetto nasce dall’integrazione tra 21 Invest , fondata da Alessandro Benetton , e Tages , realtà attiva nelle infrastrutture e nella transizione energetica, e punta a raggiungere 10 miliardi di asset under management entro il 2030 , triplicando gli attuali 3 miliardi. Una piattaforma europea da 250 professionisti La nuova realtà sarà operativa dopo il closing previsto per il 2026, con sede principale a Milano e una seconda a Parigi, e si avvarrà del lavoro di 250 professionisti degli investimenti . I fondi già esistenti – 1,5 miliardi di euro gestiti da 21 Invest e 1,4 miliardi da Tages – saranno conferiti nella nuova piattaforma, che disporrà fin da subito di oltre 3 miliardi di euro in gestione . 21 Invest, fondata nel 1992, ha realizzato oltre 110 investimenti in piccole e medie imprese italiane e francesi, destinando più di 2 miliardi di euro alla loro crescita. Le aziende partecipate hanno registrato in media un aumento del fatturato del 70% e 10.500 nuovi posti di lavoro, numeri che rafforzano la credibilità e l’esperienza del team alla guida di 21 Next. La piattaforma opererà su tutto il territorio europeo, con l’ambizione di espandersi anche in Germania e Regno Unito , oltre ai mercati già presidiati in Italia , Francia e Spagna . Accanto alle infrastrutture, la strategia di investimento di 21 Next si concentrerà su vari segmenti del private equity, tra cui tecnologia, healthcare, business services, private credit e venture capital. L’obiettivo è combinare massa critica e competenze per affrontare le sfide del mercato europeo, dove il fundraising risulta sempre più competitivo.

  • Fondo Nazionale Strategico Indiretto (FNSI)

    Il Fondo Nazionale Strategico Indiretto (FNSI) è un'iniziativa promossa dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) e gestita da Cassa Depositi e Prestiti (CDP), finalizzata a sostenere l'economia reale e il mercato azionario italiano. Funzionamento e Obiettivi Struttura: Il FNSI è un "fondo di fondi" (o fondo ombrello) che fa parte del più ampio progetto "Patrimonio Rilancio". Opera sottoscrivendo quote o azioni di Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio (OICR) di diritto italiano (fondi chiusi). Obiettivo Principale: Fornire capitale alle PMI (Piccole e Medie Imprese) italiane, in particolare quelle con fatturato inferiore a 50 milioni, che rappresentano la spina dorsale del sistema economico nazionale. Modalità di Intervento: Il Fondo ha la capacità di sottoscrivere fino al 49% di questi nuovi fondi, con un investimento minimo di 35 milioni di euro per partecipante. L'obiettivo è mobilitare capitali pubblici e privati per attrarre investimenti e sostenere le imprese nel loro percorso di crescita, anche in Borsa. Gestione: La gestione del fondo è affidata a Cassa Depositi e Prestiti (CDP). L'operatività del fondo prevede l'emergere di una nuova generazione di gestori italiani che possano ispirare investitori internazionali. Il FNSI è stato ideato come veicolo a capitale misto pubblico-privato per dare ossigeno e liquidità alle Mid & Small Cap quotate (società a media e piccola capitalizzazione). Diverse società di gestione del risparmio stanno collaborando con CDP per lanciare fondi specifici legati a questa iniziativa.

  • Approvata dal CdM la riforma del mercato dei capitali: modifiche al TUF e al codice civile

    È stato approvato, in esame preliminare, dal Consiglio dei Ministri, in data 8 ottobre 2025, il decreto legislativo per la riforma organica delle disposizioni in tema di mercato dei capitali: il provvedimento interviene sia sul Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria (TUF), sia sulle norme del Codice civile in materia di società di capitali applicabili anche agli emittenti, con l’obiettivo dichiarato di sostenere la crescita, favorire il risparmio e l’accesso delle imprese al capitale di rischio, aumentare la competitività, semplificare la disciplina degli emittenti e degli intermediari, razionalizzare l’ordinamento dei mercati finanziari. Le principali novità Queste le principali previsioni contenute nel provvedimento appena approvato. A) L’art. 1 modifica le Disposizioni comuni del TUF, distinguendo tra gestori di FIA sottosoglia registrati e gestori autorizzati e stabilendo per i primi regole e controlli ridotti: è stata inoltre compiuta una revisione delle definizioni di Sicav e Sicaf, società di investimento a capitale variabile e fisso, per comprendere tanto le gestioni interne quanto quelle esterne, assicurando la coerenza con la disciplina antiriciclaggio e tributaria. È stata altresì modificata la definizione di cliente professionale, per ricomprendervi anche gli enti previdenziali privatizzati. B) L’art. 2 modifica i titoli I (Disposizioni generali e poteri di vigilanza) e II (Servizi e attività di investimento) della parte II (Disciplina degli intermediari) del TUF, con l’obiettivo di limitare gli oneri di vigilanza e di promuovere i rapporti tra Autorità e partecipanti al mercato: viene espressamente riconosciuta la promozione dell’educazione finanziaria come elemento caratterizzante delle funzioni di vigilanza. È stata poi operata una razionalizzazione delle competenze tra la Banca d'Italia e la Consob in materia di vigilanza, con attribuzione alla prima della competenza esclusiva sui requisiti dei soci e degli esponenti degli intermediari. C) L’art. 3 innova la disciplina della gestione collettiva del risparmio con particolare riferimento alle attività di private equity e venture capital, riconosciuti come settori in grado di garantire lo sviluppo e la crescita delle aziende, favorendo processi fondamentali di innovazione e contribuendo all’aumento dell’occupazione: in particolare, viene introdotta la nuova figura delle società di partenariato, costituite nella forma di società in accomandita per azioni e che debbono avere quale oggetto sociale esclusivo l’investimento collettivo nelle forme del private equity e venture capital, con riserva dell’investimento agli investitori professionali. Lo statuto delle società di partenariato deve, in particolare, prevedere l'affidamento della prestazione delle attività ad un gestore esterno e l'indicazione della società designata, la definizione di procedure idonee ad assicurare la continuità della gestione in caso di sostituzione del gestore esterno e la stipulazione con quest’ultimo di accordi per consentire al consiglio di amministrazione della società di disporre dei documenti e delle informazioni necessari a verificare il corretto adempimento degli obblighi del gestore. D) L’art. 4 modifica la parte III (Disciplina dei mercati) del TUF, introducendo misure di semplificazione procedurale e di riduzione degli oneri amministrativi per i soggetti vigilati, anche attraverso un rinvio a regolamenti attuativi della Banca d'Italia e della Consob. E) L’art. 5 reca modifiche alla disciplina in materia di appello al pubblico risparmio, con specifico riguardo alle offerte al pubblico di titoli ed alle offerte pubbliche di acquisto e scambio. i) Si introduce la soglia unica del 30 per cento di partecipazione (o diritti di voto) come presupposto per l’obbligo di OPA totalitaria, eliminando la soglia precedente per le società diverse dalle piccole e medie imprese (PMI): il periodo di riferimento per la determinazione del prezzo minimo dell’offerta obbligatoria viene ridotto da 12 a 6 mesi. ii) Attraverso l’introduzione nel TUF dell’art. 112-bis è stata poi regolamentata la procedura di acquisto totalitario delle azioni su autorizzazione dei soci, che si svolge sotto la vigilanza della Consob: sarà l'assemblea straordinaria l’organo deputato all'assunzione della deliberazione volta a far acquisire ad un soggetto individuato dall’organo amministrativo la totalità delle azioni della società e detta deliberazione deve essere adottata con il voto favorevole della maggioranza dei soci presenti in assemblea, diversi dal socio che abbia presentato la proposta e dalle persone che agiscono di concerto con il medesimo, se già azionisti della società, e dal socio o dai soci che detengano, anche di concerto tra loro, la partecipazione di maggioranza anche relativa purché superiore a un decimo del capitale sociale, non operando, ai fini della deliberazione, le limitazioni al diritto di voto previste nei patti parasociali. Il trasferimento delle azioni ha effetto con la iscrizione della deliberazione nel Registro delle imprese o alla diversa data indicata nella deliberazione stessa. E’ stata poi stabilita la non opponibilità, nei confronti dell'acquirente, delle eventuali limitazioni al trasferimento delle azioni previste nello statuto e nei patti parasociali. iii) Si è inoltre previsto che, in caso di emersione di notizie o indiscrezioni aventi a oggetto la preparazione o la promozione di una offerta (i c.d. rumors) la Consob potrà stabilire un termine entro il quale il potenziale offerente dovrà rendere nota la effettiva decisione di promuovere una offerta e, in caso di mancata risposta o di risposta negativa da parte del potenziale offerente, a tale soggetto sarà inibito per i successivi dodici mesi di promuovere un’offerta sui titoli del medesimo emittente. F) L'art. 6 interviene in materia di emittenti, in particolare innovando la disciplina dell’assemblea al fine di favorire la funzionalità e l’efficienza delle modalità di svolgimento, e la disciplina della governance degli emittenti. La nuova normativa distingue tra le società che si apprestano alla quotazione – per le quali sono dettate nuove regole, finalizzate alla riduzione dei costi e ad una valorizzazione dell’autonomia statutaria - e le società che, al momento dell’entrata in vigore del decreto legislativo, risultano già quotate, per le quali si prevede, ove siano PMI, la possibilità di decidere di avvalersi della nuova disciplina entro un limite temporale specifico. i) Sul fronte della semplificazione degli oneri informativi viene abrogato l’obbligo di pubblicazione delle informazioni regolamentate sui giornali quotidiani nazionali e l’obbligo di pubblicare sulla stampa l’estratto dell’avviso di convocazione dell’assemblea di società quotate, mantenendo la trasparenza attraverso i canali informatici. ii) È stato inoltre modificato l’ art. 121 del TUF, recante la disciplina in materia di partecipazioni “reciproche” o “incrociate”, funzionale ad evitare che il governo societario, tramite l’esercizio reciproco del voto in assemblea e la vicendevole cooptazione tra gruppi di controllo delle società interessate, sia sottratto al mercato, circoscrivendone la portata ed escludendo la rilevanza dell’ipotesi degli incroci c.d. triangolari. iii) L’art. 6 del decreto legislativo interviene anche sull’ art. 123-bis del TUF, che disciplina la relazione sul governo societario e gli assetti proprietari, stabilendo che la relazione sul governo societario debba contenere un riferimento alle politiche della società in materia di utilizzo e di monitoraggio delle nuove tecnologie e in particolare dei sistemi di intelligenza artificiale, ove siano stati adottati, negli assetti amministrativi, organizzativi e contabili, nonché un riferimento ai rischi informatici derivanti da sistemi automatizzati ed alle politiche in materia tecnologica della società, ove adottate. iv) Ancora, si è modificato l’ art. 123-ter del TUF che disciplina la relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti degli organi di amministrazione, dei direttori generali e dei dirigenti con responsabilità strategiche e dei componenti dell’organo di controllo, prevedendo che la politica di remunerazione si estende ai dirigenti con responsabilità strategiche, salvo diversa previsione statutaria, e che, ove la politica di remunerazione si occupi anche dei dirigenti con responsabilità strategiche, nella seconda sezione della relazione sulla remunerazione le informazioni su tali soggetti siano fornite sempre in forma aggregata, con il venire meno del potere della Consob di stabilire i casi in cui tali informazioni devono essere fornite in forma nominativa. v) E’ stato poi introdotto nel TUF il nuovo art. 125-bis.1 in base al quale, in mancanza di opzione statutaria espressa, le modalità di svolgimento della riunione assembleare sono decise dall’organo amministrativo, il quale può prevedere che l’assemblea si svolga esclusivamente mediante mezzi di telecomunicazione ovvero che l’intervento e l’esercizio del diritto di voto avvengano esclusivamente tramite rappresentante designato dalla società ai sensi dell’ art. 135-undecies del TUF: può essere anche prevista l’espressione del voto per corrispondenza o in via elettronica ai sensi dell’ art. 2370, comma quarto, c.c., dovendosi richiamare nell’avviso di convocazione le regole procedurali di ciascuna assemblea. Lo statuto sociale può inoltre prevedere che l’assemblea possa svolgersi esclusivamente tramite ricorso al rappresentante designato oppure tramite ricorso a mezzi di telecomunicazione o con il voto per corrispondenza o in via elettronica: nello stabilire tali modalità, lo statuto potrà altresì circoscriverle a determinate tipologie di delibera. Lo statuto può limitare, in ogni caso in cui l’assemblea si celebri con la riunione fisica dei soci ovvero mediante mezzi di telecomunicazione, la partecipazione alla discussione in assemblea ad una soglia individuale di possesso azionario, comunque non superiore all’uno per mille del capitale sociale, sulla base delle azioni possedute al termine della giornata indicata nell’ art. 83-sexies, comma 2, del TUF, fermo il diritto di presentare proposte di deliberazione e di porre domande ai sensi degli artt. 126-bis e 127-ter del TUF. Ove sia previsto che l’assemblea si svolga esclusivamente mediante mezzi di telecomunicazione o mediante il rappresentante designato, i soci titolari, anche congiuntamente, di un ventesimo del capitale sociale con diritto di voto per le materie all’ordine del giorno possono richiedere, nel termine di cinque giorni dalla pubblicazione dell’avviso di convocazione dell’assemblea, che la stessa si celebri con la riunione fisica degli azionisti nello stesso luogo. vi) Più in generale, le nuove disposizioni determinano un’anticipazione della formazione della volontà dei soci alla fase preassembleare, con un ridimensionamento della funzione dell’adunanza assembleare quale momento informativo e di dibattito. E’ stato quindi eliminato, modificando l’ art. 126-bis del TUF, il diritto individuale del socio di presentare proposte di deliberazione in assemblea, fermo restando il diritto di presentare proposte di delibera sui punti che figurano all’ordine del giorno dell’assemblea da parte dei soci che rappresentino anche congiuntamente un quarantesimo del capitale sociale: delle integrazioni all’ordine del giorno è data notizia, nelle stesse forme prescritte per la pubblicazione dell’avviso di convocazione, entro gli otto giorni successivi alla pubblicazione dell'avviso stesso, ovvero entro i cinque giorni successivi alla pubblicazione del medesimo avviso prima dell’assemblea per le assemblee previste dagli artt. 2446, 2447 e 2487c.c. vii) Viene introdotto nel TUF un nuovo art. 147-bis.1, rubricato “Principi sulla composizione degli organi”, applicabile a tutte le società quotate, in base al quale gli organi di amministrazione e controllo delle medesime società sono eletti secondo le norme previste dallo statuto sociale nel rispetto delle specifiche prescrizioni applicabili, che promuovono e favoriscono professionalità, rappresentatività e diversità delle composizioni complessive degli organi interessati. viii) Una ulteriore innovazione è rappresentata dall’art. 147-sexies- rubricato “Sistema di controllo interno e di gestione dei rischi” – secondo il quale è di competenza degli organi delegati la cura dell’efficacia di tale sistema, spettando al Consiglio di amministrazione valutare e coordinare le funzioni coinvolte nel sistema di controllo dei rischi: deve essere assicurata la rappresentazione unitaria dei rischi ai quali la società risulta esposta, tenuto conto delle dimensioni e della natura dell’impresa, da parte del comitato preposto al controllo dei rischi o dell’amministratore a cui è attribuita tale funzione. ix) Per quanto attiene all’organo di controllo si stabilisce, in deroga all’ art. 2409-octiesdecies c.c., il divieto di attribuire per statuto all’assemblea il potere di nomina del comitato per il controllo sulla gestione, onde accentuarne nelle società quotate la natura di organo che origina dal Consiglio di amministrazione, riservando inoltre alla minoranza la presidenza del comitato per il controllo sulla gestione. La normativa in esame modifica poi i doveri dell’organo di controllo (di cui all’ art. 143 del TUF), sostituendo il riferimento al rispetto dei principi di corretta amministrazione con la vigilanza sul corretto funzionamento dell’organo amministrativo e in particolare sulla diligente osservanza delle regole istruttorie, procedimentali e decisionali elaborate dalle migliori prassi: all’organo di controllo spetta la vigilanza sull’adeguatezza e sul concreto funzionamento dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile della società, ivi compreso il sistema di controllo interno di gestione dei rischi e il coordinamento delle sue funzioni. L’ art. 151 del TUF in tema di poteri dell’organo di controllo è stato completamente riscritto, prevedendo che l’organo di controllo abbia il potere di procedere ad atti di ispezione e di controllo in qualsiasi momento, nonché di convocare l’assemblea qualora ravvisi fatti di estrema gravità e quindi sia necessario convocare i soci: si conferisce altresì individualmente ad ogni componente dell’organo di controllo il potere di chiedere notizie agli amministratori, anche con riferimento a società controllate, informazioni che dovranno poi essere condivise con tutti i membri dell’organo di controllo. In tema di responsabilità del Collegio sindacale, si esclude poi l’applicabilità della limitazione di responsabilità prevista dall’ art. 2407 c.c. ai componenti del Collegio sindacale delle società quotate, al fine di non compromettere l'impegno richiesto nell'applicazione della diligenza professionale. x) Viene introdotta una specifica disciplina per gli emittenti di nuova quotazione, stabilendo un regime semplificato che valorizza l’autonomia statutaria per gli emittenti di nuova quotazione e le PMI quotate che non abbiano superato il limite di capitalizzazione di 1 miliardo di euro, includendo semplificazioni per le operazioni con parti correlate sotto una soglia di rilevanza del 10 per cento: lo statuto degli emittenti di nuova quotazione può infatti prevedere che le modifiche statutarie siano deliberate, anche in prima convocazione, con il voto favorevole di almeno la maggioranza del capitale sociale rappresentato in assemblea, facendo in ogni caso salve le disposizioni dettate dal Codice civile in riferimento ai quorum costitutivi dell’assemblea in sede straordinaria. Lo statuto sociale degli emittenti di nuova quotazione può anche optare per la disapplicazione totale dell’ art. 2437, primo comma, c.c. sulle cause inderogabili di recesso, restando ferma la possibilità di recesso per i soci che non abbiano concorso a deliberazioni riguardanti la modifica dell’oggetto sociale quando altera in modo rilevante il rischio d’impresa. L’art. 16 delimita poi l’ambito applicativo soggettivo del regime dettato per gli emittenti di nuova quotazione, prevedendo che l’applicazione della relativa disciplina sia destinata agli emittenti che modifichino lo statuto in base a quanto previsto dal suddetto regime e le cui azioni siano ammesse a negoziazione in un mercato regolamentato italiano a decorrere dall’entrata in vigore del decreto di attuazione della delega: le PMI emittenti azioni quotate che non abbiano superato il limite di capitalizzazione di mercato pari a 1 miliardo di euro nei tre esercizi precedenti quello di entrata in vigore del decreto, possono decidere di avvalersi del nuovo regime normativo, entro due anni dall’entrata in vigore del decreto, modificando conformemente il proprio statuto sociale, a condizione che non superino il suddetto limite di capitalizzazione neppure al momento dell’opt-in. G) L'art. 7 del decreto legislativo adegua la disciplina delle sanzioni amministrative in tema di intermediari, alla luce dell’introduzione delle nuove categorie di società di partenariato e del nuovo regime dei gestori sottosoglia. H) L’art. 8 reca modifiche all'articolo 36 del D.L. 6 dicembre 2011, n. 211, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 al fine di razionalizzare la disciplina sulla tutela della concorrenza e sulle partecipazioni personali incrociate nei mercati del credito e finanziari e di ridurre gli oneri conseguenti in capo agli operatori. I) L’art. 9 detta una disciplina autonoma ed esaustiva dei tre sistemi alternativi di amministrazione e controllo, al fine di accordare una maggiore discrezionalità sostanziale nella scelta del sistema di governance da adottare e di rafforzare l’attrattività delle società italiane, rendendo i sistemi più facilmente riconoscibili anche da parte degli investitori esteri. E’ stato in particolare sostituito il vigente articolo 2380 c.c., rendendo ogni modello di amministrazione e controllo autosufficiente ed eliminando qualsiasi rinvio al modello tradizionale come modello base, riservando allo statuto l’individuazione del sistema di amministrazione e controllo da adottare: in caso di successiva modifica, salvo che la deliberazione disponga altrimenti, la variazione di sistema ha effetto alla data della riunione dell’organo competente convocato per l’approvazione del bilancio relativo all’esercizio successivo. Anche l’ art. 2380-bis c.c. è stato modificato, precisando che rientra nei compiti di competenza esclusiva degli amministratori anche l’organizzazione aziendale, che va a ricomprendere l’istituzione dell’assetto organizzativo-contabile, e che le attività intraprese dagli amministratori debbono essere strumentali all’attuazione dell’oggetto sociale. Il nuovo art. 2381 c.c., dedicato alla nomina e ai doveri del presidente, riprende il contenuto dell’ art. 2380-bis c.c., esplicitando il potere dell’autonomia statutaria di definire le modalità di nomina del presidente. La nuova disposizione di cui all’art. 2381-bis c.c. disciplina l’attribuzione di deleghe gestorie, evidenziando in particolare che nel sistema dualistico non è consentita la costituzione di un comitato esecutivo nel consiglio di gestione e che tra le competenze non delegabili rientra anche la decisione di adottare uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e dell’insolvenza. La norma ribadisce inoltre che gli organi delegati curano l’assetto organizzativo, amministrativo e contabile di cui all’ art. 2086, comma secondo, c.c. Il nuovo articolo 2381-ter c.c. disciplina l’informazione consiliare, sottolineando il dovere degli amministratori di agire in modo informato e la facoltà di ciascun amministratore di richiedere informazioni, nonché il dovere del presidente di far sì che ai consiglieri siano fornite adeguate informazioni. Di particolare interesse è la disposizione contenuta nel quarto comma di tale norma in tema di responsabilità degli amministratori non esecutivi in rapporto all’informazione per essi disponibile: secondo la nuova previsione, tali amministratori possono fare ragionevole affidamento sull’informazione ricevuta anche in relazione alle loro competenze, innalzando quindi il livello di diligenza richiesto nella valutazione dell’adeguatezza delle informazioni ricevute laddove i consiglieri dispongano di specifiche competenze in relazione a determinate materie oggetto della discussione consiliare. Conclusioni Il decreto legislativo in esame allinea dunque la normativa nazionale agli standard europei al fine di rendere il sistema finanziario italiano più competitivo ed attrattivo, semplificando la governance per le società quotate, con una maggiore chiarezza nella composizione degli organi societari, nella gestione delle assemblee e nella comunicazione agli azionisti, ed introducendo strumenti volti a garantire la trasparenza dei mercati ed una maggiore tutela degli investitori.

  • Oliverio&Partners con Miaenergia ed SBV Holding nello sviluppo di 265 MW di BESS stand alone

    Milano, 1 dicembre 2025 Oliverio & Partners, insieme a Miaenergia e SBV Holding, annuncia la strutturazione di un club deal per lo sviluppo, l’autorizzazione e la detenzione di un portafoglio di impianti Battery Energy Storage System (BESS) stand alone per una potenza complessiva di 265 MW nel Sud Italia. Il club deal riunisce investitori industriali  con l’obiettivo di creare una piattaforma dedicata allo sviluppo e alla gestione di sistemi di accumulo utility scale, in grado di abilitare una maggiore penetrazione delle rinnovabili e di aumentare la flessibilità e la sicurezza del sistema elettrico nazionale. Riteniamo, dichiarano  l'avv Vincenzo Oliverio Global Head of M&A dello Studio , Dott. Primiano Calvo Managing Director di Miaenergia, Dott Giuseppe Baldo Managing Director di SBV Holding, che il BESS rappresenti l’asset class energetica del futuro , grazie a fondamentali strutturali chiari: crescita della generazione rinnovabile intermittente, aumento della volatilità dei prezzi all’ingrosso, necessità di servizi di flessibilità e bilanciamento. Questi elementi consentono di generare rendimenti interessanti anche in assenza delle aste MACSE , facendo leva su ricavi merchant (arbitraggio orario dei prezzi), servizi di rete e possibili schemi di lungo termine con controparti industriali e trader energetici. Il programma di sviluppo prevede una pipeline di progetti localizzati in aree strategiche del Sud Italia, selezionate per disponibilità di capacità di rete, presenza di generazione rinnovabile e coerenza con la pianificazione energetica nazionale.

  • Nasce Finanza e Affari: il nuovo punto di riferimento digitale per i professionisti della finanza e del business

    Milano , 3 dicembre 2025 È online finanzaeaffari.it , il nuovo portale di informazione dedicato al mondo della finanza, dell’economia e del business, progettato per diventare una voce autorevole e costantemente aggiornata per aziende, investitori, professionisti e operatori di settore. Finanza e Affari ha come Founders e Partners professionisti di primario standing nell'ambito del private capital UE e USA (investitori, Professionisti, top manager) vanta un network globale consolidato, ciò permetterà ai lettori di avere una visione globale del mercato finanziario e degli affari nonché una view dei trend futuri in un mercato in continua evoluzione. Il portale nasce con una missione chiara: offrire un’informazione tempestiva, completa e affidabile, creando valore attraverso contenuti di qualità, analisi approfondite e una selezione ragionata delle notizie che contano davvero. Il portale si propone come una piattaforma moderna e dinamica, capace di raccontare ogni giorno l’evoluzione dei mercati e dell’economia, interpretando i trend che stanno trasformando il panorama finanziario nazionale e internazionale. Un ecosistema editoriale completo “Finanza e Affari” mette a disposizione: Notizie e aggiornamenti in tempo reale  su borse, mercati globali, scenari economici e corporate Approfondimenti, analisi e report  per supportare decisioni strategiche Contenuti verticali su innovazione, startup, fintech e business internazionale Rubriche e contributi di esperti  del settore economico e finanziario Ogni contenuto è realizzato con attenzione a chiarezza, verificabilità e autorevolezza, garantendo un’informazione professionale e orientata al valore. Una visione proiettata al futuro Il lancio del portale segna l’inizio di un progetto editoriale che ambisce a diventare un punto di riferimento per lettori e professionisti che vogliono comprendere l’economia che cambia: digitale, globale e sempre più strategica per imprese e investitori. Nei prossimi mesi sono previsti ulteriori sviluppi, tra cui nuove sezioni tematiche, partnership con realtà editoriali e accademiche, strumenti digitali avanzati per l’analisi dei dati di mercato e iniziative multimediali dedicate alla formazione e alla divulgazione. Disponibile da oggi Finanza e Affari è online all’indirizzo: 👉  www.finanzaeaffari.it Dove è possibile già da oggi trovare le prime notizie, analisi, rubriche e aggiornamenti in tempo reale.

  • La settimana dei mercati (24-28 novembre 2025)

    Dal lunedì 24 al venerdì 28 novembre l’indice FTSE MIB è passato da circa 42.298 a 43.219 punti con  un guadagno netto superiore al +2,0% circa  nell’arco della settimana. I giorni centrali (25, 26, 27) hanno trainato il rialzo, compensando la flessione di apertura (24).   Data Chiusura & variazione FTSE MIB Note e titolo/i di rilievo Lunedì 24 nov 42.298 → – 0,85% Piazza Affari penalizzata da un calo tecnico dovuto allo stacco cedole (12 società del FTSE MIB) — ciò ha tolto circa 1,1% all’indice. Il segmento Mid Cap e STAR, invece, resistono con un lieve rialzo. Martedì 25 nov 42.698 → + 0,95% Recupero in scia agli altri mercati europei. Bene i titoli bancari — su tutti NEXI, che ha guadagnato circa +4,9%. Anche UniCredit e Intesa Sanpaolo mostrano acquisti, e in generale la giornata ha visto un sentiment positivo. Mercoledì 26 nov 43.130 → + 1,01% Forte rialzo: l’indice supera i 43.000 punti. In evidenza bancari come BPER Banca, e titoli come ENI, che beneficiano di notizie positive su acquisizioni all’estero. Tra le blue-chip migliori anche Lottomatica Group. Mid/small-cap misti: per esempio scendono Fincantieri e AVIO. Giovedì 27 nov 43.219 → + 0,21% (o +0,25% secondo altra fonte) Giornata di modesto rialzo. Tuttavia due titoli di peso soffrono: Monte dei Paschi di Siena (–4,2%) e Mediobanca (–2,78%), penalizzati da un’inchiesta della Procura di Milano sulla scalata bancaria. Tra i migliori: Campari (+4,15%), e buone performance di Azimut Holding, Leonardo, Ferrari, Diasorin, Stellantis. Venerdì 28 nov ~43.158 (seduta stabile/leggero calo) Seduta cauta in linea con l’Europa: il listino principale chiude piatto. Tra i titoli in evidenza: azienda di lusso come Brunello Cucinelli e Moncler salgono; meglio anche Salvatore Ferragamo. In difficoltà continua a rimanere Monte dei Paschi.   Punti di forza & “top” titoli della settimana NEXI — + ~4,9% martedì, primo salvataggio della settimana. ENI — miglior blue-chip mercoledì grazie a notizie su accordi all’estero. Lottomatica Group — ottima performance mercoledì. Brunello Cucinelli, Moncler, Salvatore Ferragamo — in evidenza venerdì: segnali di interesse sul comparto lusso/moda. BPER Banca & alcuni operatori bancari minori — bene mercoledì, segno di interesse per il settore finanziario. Deboli & “flop” della settimana Monte dei Paschi di Siena — sotto pressione per l’inchiesta sulla scalata di Mediobanca; cali significativi giovedì e venerdì. Mediobanca — penalizzata dallo stesso contesto, pesa sulle large-cap bancarie. Alcuni titoli di mid/small cap: per esempio Fincantieri e AVIO hanno registrato ribassi di rilievo mercoledì.

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