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79 risultati trovati con una ricerca vuota

  • Officina Stellare S.p.A., eccellenza vicentina dell’opto-meccanica, cresce nell’aerospazio globale

    Officina Stellare S.p.A., azienda con sede a Sarcedo, in provincia di Vicenza, si conferma una delle realtà più innovative e strategiche dell’industria aerospaziale italiana. Specializzata nella progettazione e produzione di strumentazioni opto-meccaniche di altissima precisione, la società opera nei settori dell’aerospazio, della ricerca scientifica e della difesa, collaborando con alcuni dei più importanti player internazionali del comparto. Quotata su Euronext Growth Milan , Officina Stellare rappresenta un esempio concreto di come tecnologia avanzata e manifattura di qualità possano competere con successo sui mercati globali. Nel corso del 2025 l’azienda ha rafforzato in modo significativo il proprio posizionamento grazie a una serie di contratti e collaborazioni di rilievo. Tra questi spicca l’accordo siglato con Leonardo S.p.A. per un valore complessivo di circa 9,2 milioni di euro , finalizzato alla fornitura di componenti ottici destinati a telescopi satellitari ad alta risoluzione per applicazioni di osservazione della Terra. Si tratta di una commessa strategica che consolida il ruolo di Officina Stellare come fornitore di riferimento per sistemi ottici spaziali di nuova generazione. Un altro progetto di grande importanza riguarda la collaborazione con Thales Alenia Space Italia nell’ambito del programma HyDRON dell’Agenzia Spaziale Europea . Il contratto, del valore di circa 7,5 milioni di euro, prevede lo sviluppo di una stazione ottica di terra per telecomunicazioni laser ad altissima velocità, elemento chiave per la realizzazione di reti di comunicazione multi-orbita in grado di integrare satelliti e infrastrutture terrestri. Questo tipo di tecnologia rappresenta una delle frontiere più avanzate delle comunicazioni spaziali. Officina Stellare è inoltre attiva nel settore emergente delle comunicazioni quantistiche. Attraverso la controllata ThinkQuantum , la società partecipa a programmi europei dedicati allo sviluppo di terminali ottici per la trasmissione sicura di dati via satellite, basati sulla distribuzione di chiavi quantistiche. Questi sistemi sono considerati fondamentali per le future infrastrutture di comunicazione ad altissimo livello di sicurezza, sia in ambito civile che governativo. La dimensione internazionale dell’azienda è ulteriormente rafforzata dalla collaborazione con il German Aerospace Center (DLR) , per il quale Officina Stellare fornisce una stazione ottica di terra completa destinata a supportare applicazioni avanzate di sincronizzazione temporale e sistemi satellitari di nuova generazione. Un segnale chiaro della capacità dell’azienda veneta di operare all’interno dei più importanti programmi aerospaziali europei. Sul fronte industriale e strategico, Officina Stellare guarda anche oltre i confini europei. Nel 2025 è stato annunciato un accordo con la statunitense Skyloom Global Corp. per il progetto “Skyloom Europe” , che prevede la creazione di una nuova società controllata da Officina Stellare e la realizzazione di un nuovo stabilimento produttivo in Veneto. L’obiettivo è la produzione di terminali ottici per comunicazioni laser, inclusi sistemi inter-satellitari e soluzioni basate su tecnologie quantistiche. Il mercato potenziale di riferimento è stimato in diversi miliardi di euro nel prossimo decennio. Grazie a una combinazione di competenze ingegneristiche, capacità produttiva e visione strategica, Officina Stellare sta evolvendo da fornitore altamente specializzato a vero e proprio protagonista della nuova space economy. I contratti acquisiti, le partnership internazionali e gli investimenti in nuove infrastrutture industriali confermano il ruolo centrale dell’azienda vicentina nello sviluppo delle tecnologie spaziali del futuro, rendendola una delle realtà italiane più interessanti da seguire nel panorama aerospaziale globale.

  • Interpump acquisisce Farma: exit per il club deal di F&P4Biz

    Interpump Group ha annunciato il perfezionamento dell’accordo per l’acquisizione di F.A.R.M.A. S.r.l., realtà emiliana specializzata nella progettazione e produzione di componentistica per serbatoi oleodinamici e complementari all’offerta di Interpump Hydraulics. L’operazione, realizzata tramite la controllata Interpump Hydraulics S.p.A., ha visto l’acquisto della totalità del capitale sociale di Farma a fronte di una valutazione complessiva pari a 22 milioni di euro , confermando la strategia industriale di Interpump di rafforzare la propria presenza nel comparto oleodinamico integrando tecnologie e prodotti sinergici. Farma, fondata nel 1975 e con sede a Medicina (Bologna), prevede di chiudere il 2025 con un fatturato di circa 15 milioni di euro e un margine ebitda di circa il 25%, e l’attuale management continuerà a guidare la società in continuità con la filosofia del gruppo acquirente. L’operazione rappresenta una exit per gli investitori del club deal organizzato da F&P4Biz, società indipendente fondata nel 2019 da Guglielmo Fiocchi e Maurizio Perroni, che aveva supportato Farma insieme alla famiglia fondatrice e al management nel percorso di crescita e sviluppo dell’azienda sin dal 2021. In particolare, F&P4Biz ha facilitato l’ingresso di capitali e competenze manageriali attraverso il club deal che deteneva una quota di maggioranza del capitale sociale e ha coordinato il processo di valorizzazione culminato con la cessione a Interpump. Sul fronte dei consulenti coinvolti nell’operazione, l’exit di F&P4Biz e la cessione di Farma hanno visto l’assistenza legale di Studio Nobili RTZ , che ha affiancato F&P4Biz nel processo di negoziazione e chiusura dell’accordo con Interpump. La consulenza legale ha giocato un ruolo chiave nel gestire gli aspetti contrattuali e regolamentari della transazione, consentendo di strutturare un’uscita efficace e in linea con le aspettative di tutte le parti coinvolte del club deal. Interpump Group, attore globale nella produzione di pompe professionali ad alta pressione e componentistica idraulica, ha descritto l’operazione come un tassello strategico per completare l’offerta di prodotti legati ai serbatoi e per poter offrire ai propri clienti soluzioni sempre più integrate e competitive. L’ingresso di Farma nella galassia Interpump si inserisce in un più ampio percorso di crescita per linee esterne perseguito dal gruppo nel corso dell’anno, sottolineando l’importanza delle operazioni di M&A per rafforzare capabilities tecniche e posizionamenti di mercato. La vendita di Farma a Interpump non solo segna un passaggio di proprietà significativo per l’azienda bolognese e un completamento delle attività di F&P4Biz nel private capital, ma costituisce anche un esempio di come i club deal e la consulenza specializzata possano favorire exit industriali di successo in un mercato M&A italiano sempre più dinamico.

  • Lmdv Capital finanzia Impredo e guarda all’ingresso nel capitale

    Lmdv Capital, family office di Leonardo Maria Del Vecchio, ha sottoscritto un accordo di finanziamento con Impredo , società attiva nel settore delle costruzioni e dello sviluppo immobiliare. L’operazione è finalizzata al rafforzamento patrimoniale della società e al sostegno di un percorso di crescita strutturato nel medio-lungo periodo. L’intesa prevede una struttura progressiva , che potrà condurre all’ingresso di Lmdv Capital nel capitale di Impredo fino a una partecipazione massima del 50%, subordinatamente al raggiungimento di specifici obiettivi industriali e strategici. L’operazione non prevede modifiche immediate nella governance e garantisce la continuità gestionale. Secondo quanto comunicato, l’accordo si inserisce in una logica di sviluppo di lungo termine, con l’obiettivo di consolidare la solidità finanziaria di Impredo, rafforzarne la stabilità operativa e accompagnarne una nuova fase di crescita in un contesto di mercato caratterizzato da crescente complessità e necessità di disciplina gestionale. «Questo accordo non nasce dall’esigenza di raccogliere capitale, ma dalla volontà di rafforzare la struttura patrimoniale e organizzativa della società, in coerenza con una visione di lungo periodo», ha commentato Daniele D’Orazio , fondatore e azionista di riferimento di Impredo. «Lmdv Capital condivide un approccio industriale fondato su disciplina, qualità operativa e sostenibilità della crescita. Si tratta di un passaggio rilevante nel percorso di sviluppo di Impredo». Dal canto suo, Marco Talarico , ceo di Lmdv Capital, ha sottolineato come l’operazione rientri nella strategia del family office di supportare realtà imprenditoriali con solidi fondamentali industriali e una chiara visione di crescita: «L’accordo di finanziamento rappresenta un primo passo all’interno di un percorso strutturato, orientato al rafforzamento patrimoniale e alla crescita sostenibile della società, nel rispetto della continuità gestionale e dell’autonomia operativa».

  • Zenita Group rafforza la struttura finanziaria: bond da 375 milioni con il sostegno strategico di CVC e CDP Equity

    Zenita Group accelera sul percorso di crescita e consolidamento con un’operazione finanziaria di rilievo: l’emissione di un bond da 375 milioni di euro , destinato a sostenere lo sviluppo strategico del gruppo e a rafforzarne la struttura patrimoniale. Un’operazione che si inserisce nel più ampio progetto industriale promosso dagli azionisti CVC Capital Partners e CDP Equity , protagonisti della trasformazione di Zenita in uno dei principali poli italiani dei servizi ICT e delle infrastrutture digitali. Il gruppo, nato dalla riorganizzazione di Maticmind e delle sue controllate sotto un’unica piattaforma industriale, ha collocato sul mercato obbligazioni senior secured con scadenza 2032 , a tasso variabile indicizzato all’Euribor a tre mesi. I titoli, quotati alla Borsa del Lussemburgo sul mercato Euro MTF, sono stati accolti con interesse da una platea ampia di investitori istituzionali, a conferma della credibilità del piano industriale e della solidità del progetto di crescita. A supportare l’operazione è stato un pool di primarie istituzioni finanziarie internazionali, con BNP Paribas, J.P. Morgan e UniCredit nel ruolo di Joint Global Coordinators e Joint Bookrunners, affiancati da altri importanti operatori del corporate e investment banking. Le agenzie di rating hanno attribuito all’emissione un giudizio coerente con il profilo di un gruppo in espansione, riconoscendo il potenziale di crescita a fronte di una leva finanziaria da gestire nel medio periodo. Il ricavato dell’emissione sarà utilizzato in parte per rifinanziare l’indebitamento esistente  e un vendor loan, migliorando l’efficienza della struttura finanziaria, e in parte per sostenere nuove acquisizioni strategiche , elemento centrale nella strategia di Zenita Group. Le risorse residue saranno destinate alle esigenze operative e ai costi legati all’operazione, in un equilibrio tra consolidamento e sviluppo esterno. In questo percorso, il ruolo di CDP Equity  assume un valore particolarmente rilevante. In qualità di azionista insieme a CVC Capital Partners, CDP Equity contribuisce a dare al progetto una prospettiva di lungo periodo, orientata non solo alla crescita finanziaria ma anche al rafforzamento di un campione nazionale nel settore delle tecnologie digitali. La presenza di CDP Equity rappresenta un segnale di attenzione verso un comparto considerato strategico per la competitività del Paese, come quello delle infrastrutture IT, della cybersecurity, del cloud e dei servizi digitali avanzati. L’operazione conferma inoltre il crescente ricorso, da parte delle grandi realtà industriali italiane, ai mercati dei capitali come alternativa e complemento al credito bancario tradizionale. Per Zenita Group, il bond da 375 milioni non è solo uno strumento finanziario, ma un tassello chiave di una visione industriale più ampia, che punta a costruire una piattaforma tecnologica solida, scalabile e capace di competere su scala europea, facendo leva sul supporto congiunto di investitori finanziari internazionali e istituzionali come CDP Equity.

  • Golden Goose cambia passo: HSG prende il controllo, Temasek affianca Permira e arriva Marco Bizzarri

    Dopo settimane di indiscrezioni e rumors di mercato, l’operazione è ora ufficiale: HongShan Capital Group (HSG), il private equity cinese precedentemente noto come Sequoia Capital China, ha raggiunto un accordo per acquisire la maggioranza di Golden Goose da Permira . L’operazione segna un nuovo passaggio chiave nella storia del marchio italiano di lusso, celebre a livello globale per le sue sneakers iconiche, e apre una fase di ulteriore sviluppo internazionale con l’ingresso nel capitale anche di Temasek, investitore istituzionale globale controllato dal governo di Singapore. Secondo le indiscrezioni circolate nei mesi scorsi, il deal valorizzerebbe Golden Goose circa 2,5 miliardi di euro , anche se i termini finanziari non sono stati ufficialmente comunicati. Il perfezionamento dell’operazione è atteso entro l’estate del 2026, subordinato alle consuete condizioni sospensive e alle autorizzazioni regolamentari. HSG, che investe a livello globale nei settori della tecnologia, della sanità e dei beni di consumo, porta in dote un portafoglio di oltre 160 partecipazioni che include nomi come Alibaba, BYD, ByteDance (TikTok), Amer Sports, Pop Mart, RedNote e Marshall. L’ingresso del fondo cinese avviene in un contesto di rafforzamento della compagine azionaria, che vede affiancarsi a HSG anche Temasek, già azionista di alcuni dei più importanti gruppi della moda italiana come Ermenegildo Zegna Group e Moncler, oltre a un fondo gestito da True Light Capital, asset manager interamente controllato da Temasek. Tutti questi nuovi investitori entrano nel capitale di Golden Goose con quote di minoranza, mentre Permira, che aveva acquisito il controllo della società nel 2020 da Carlyle sulla base di un enterprise value di 1,28 miliardi di euro, realizza parzialmente il proprio investimento mantenendo comunque una partecipazione minoritaria. L’operazione avrà effetti rilevanti anche sulla struttura finanziaria della società. Golden Goose ha infatti comunicato che, al momento del closing o in prossimità dello stesso, le Senior Secured Floating Rate Notes con scadenza 2031, emesse a maggio 2025 per un ammontare complessivo di 480 milioni di euro, saranno integralmente rimborsate al prezzo di rimborso applicabile in quel momento. Un passaggio che contribuirà a rafforzare ulteriormente la solidità finanziaria del gruppo nella nuova fase di crescita. Accanto al riassetto azionario, sono previste importanti novità anche sul fronte della governance. Silvio Campara resta alla guida dell’azienda nel ruolo di amministratore delegato , continuando a dirigere Golden Goose insieme al leadership team. A rafforzare il vertice arriva Marco Bizzarr i, che assume il ruolo di presidente non esecutivo. Bizzarri, già CEO di Gucci dal 2015 al 2024 e protagonista di una delle stagioni di maggiore crescita e innovazione del marchio fiorentino, ha successivamente fondato la holding Nessifashion. Il suo ingresso in Golden Goose si inserisce in un momento di intensa attività, dopo la recente nomina nel Consiglio di Amministrazione di Giorgio Armani spa avvenuta il 29 novembre 2025, in occasione dell’assemblea che ha definito il nuovo assetto societario della maison. Dal punto di vista operativo, Golden Goose continua a mostrare performance solide. Fondata a Venezia nel 2000, la società ha chiuso i primi nove mesi del 2025 con ricavi netti in crescita del 13%, a 517,1 milioni di euro , sostenuti in particolare dal canale diretto al consumatore (DTC). L’ebitda adjusted ha raggiunto i 163 milioni di euro, confermando la capacità del brand di generare redditività anche in una fase complessa per il settore del lusso. Nell’ambito dell’operazione, J.P. Morgan ha agito come consulente finanziario principale, mentre Bank of America ha affiancato Permira in qualità di advisor finanziario. Sul fronte legale, Permira è stata assistita da Giliberti Triscornia e Associat i, con Maisto & Associati come consulente fiscale, mentre EY ha curato la due diligence finanziaria. Commentando l’ingresso dei nuovi soci, Silvio Campara ha sottolineato come l’arrivo di HSG e Temasek rappresenti una conferma della validità del modello di Golden Goose, posizionato all’intersezione tra lusso, lifestyle e sportswear, e amato da una community globale in costante espansione. Campara ha ringraziato Permira per il supporto fornito negli anni e ha espresso soddisfazione per la continuità della partnership anche nella nuova fase. Dello stesso tenore le parole di Jiajia Zou, partner di HSG, che ha definito Golden Goose un brand capace di esprimere autenticità, senso di community e identità italiana, ribadendo l’impegno del fondo a sostenere la crescita internazionale preservandone l’heritage. Francesco Pascalizi e Tara Alhadeff, partner di Permira, hanno infine evidenziato come Golden Goose abbia saputo dimostrare resilienza e solidità anche in un contesto sfidante per il lusso, confermando le ambizioni di lungo periodo del marchio e aprendo un nuovo capitolo di sviluppo globale.

  • La compliance nelle società quotate all’Euronext Growth Milan (EGM)

    La compliance nelle società quotate all’Euronext Growth Milan (EGM)  riguarda l’insieme degli adempimenti normativi, regolamentari e procedurali che una società deve rispettare per mantenere la quotazione e operare correttamente nei mercati finanziari . A differenza delle società quotate sul mercato principale (Euronext Milan), le imprese di EGM – spesso PMI o imprese ad alto potenziale – operano in un ambiente regolatorio più proporzionato e flessibile , ma ciò non significa che non esistano obblighi stringenti di conformità: anzi, la compliance qui ha un ruolo centrale nel costruire credibilità verso investitori, advisor e mercato. 1. Quadro normativo e ruolo dell’Euronext Growth Advisor All’ingresso e durante la permanenza nel mercato, la società deve rispettare il Regolamento Emittenti Euronext Growth Milan  e le normative europee applicabili (ad esempio, il Market Abuse Regulation – MAR – sulla trasparenza e abuso di mercato). Il Regolamento Emittenti definisce chiaramente che una società quotata deve avere procedure, risorse e controlli adeguati per assicurare la conformità continua alle regole di mercato , e stabilisce l’obbligo di mantenere un rapporto continuativo con un Euronext Growth Advisor , che assiste la società nell’adempimento di tali obblighi e monitora la loro corretta applicazione. La perdita di questo advisor può portare alla sospensione delle negoziazioni qualora non venga sostituito nel termine previsto. 2. Obblighi di informativa e trasparenza Le società EGM sono tenute alla t rasparenza nei confronti del mercato  attraverso una serie di obblighi informativi, che includono rapporti periodici (come i bilanci annuali), comunicazioni su eventi rilevanti e adempimenti in materia di abuso di mercato. Questi requisiti derivano sia dal regolamento Euronext Growth sia da regole europee (es. Regolamento UE 596/2014 ), con l’obiettivo di proteggere chi investe in strumenti liquidi pur con normative meno rigide rispetto ai mercati regolamentati principali. 3. Procedure interne e controlli Nel contesto della compliance, la società deve predisporre e aggiornare procedure concrete che gestiscano diverse aree critiche: dalle operazioni con parti correlate  (per evitare conflitti di interesse e assicurare la correttezza sostanziale e procedurale), alle regole su informazioni privilegiate  e registro insider , fino a procedure di whistleblowing interno. Tali procedure non sono solo adempimenti formali, ma servono a isolare e mitigare i rischi di non conformità normativa o di mercato . 4. Corporate governance e trasparenza societaria Sebbene EGM non imponga lo stesso livello di corporate governance del listino principale, le società sono comunque soggette alle norme italiane e, se applicabile, a quelle europee e nazionali (come i principi di trasparenza verso gli investitori e limiti su governance). È frequente che le imprese si adeguino anche a codici di autoregolamentazione  o principi di buona governance per aumentare la fiducia del mercato. Nel contesto italiano, inoltre, il tema della rendicontazione e trasparenza – inclusa quella legata alla sostenibilità – sta acquisendo crescente importanza anche per i mercati di crescita. 5. Rapporti con autorità e sanzioni Le società devono altresì rispettare norme che implicano interazione con autorità come Consob  per aspetti quali compliance alla normativa societaria e segnalazioni su partecipazioni rilevanti, oltre a normative europee (es. MAR). La mancata osservanza può avere conseguenze reputazionali e, in certi casi, sanzioni amministrative o sospensioni delle negoziazioni  se le violazioni risultano gravi o persistenti.

  • L’Italia cede PagoPA a Poste Italiane e alla Zecca dello Stato: operazione da 500 milioni che ridisegna i pagamenti pubblici

    Il governo italiano ha concluso una delle operazioni più rilevanti dell’anno nel campo delle infrastrutture digitali pubbliche, cedendo la piattaforma di pagamenti PagoPA a Poste Italiane e all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per un valore complessivo che può arrivare a 500 milioni di euro. L’operazione segna un passaggio strategico nella gestione dei pagamenti verso la Pubblica Amministrazione e apre una nuova fase per la digitalizzazione dei servizi pubblici in Italia. In base all’accordo, la Zecca dello Stato deterrà il 51% del capitale di PagoPA, mentre Poste Italiane acquisirà il restante 49%. La struttura dell’operazione consente allo Stato di mantenere il controllo dell’asset attraverso società interamente o prevalentemente pubbliche, ma allo stesso tempo introduce una logica più industriale e orientata allo sviluppo commerciale. PagoPA è oggi un’infrastruttura centrale per il sistema Paese: gestisce i pagamenti digitali verso la Pubblica Amministrazione e supporta servizi come App IO, utilizzata da milioni di cittadini per effettuare versamenti, ricevere comunicazioni ufficiali e accedere ai servizi pubblici digitali. Nel solo ultimo anno, la piattaforma ha gestito transazioni per decine di miliardi di euro, diventando un nodo critico dell’ecosistema digitale italiano. Dal punto di vista strategico, l’operazione risponde a più obiettivi. Da un lato, rafforza il ruolo della Zecca dello Stato come polo tecnologico nazionale, ampliandone le competenze oltre la tradizionale produzione di documenti di sicurezza. Dall’altro, consente a Poste Italiane di consolidare ulteriormente la propria presenza nel mercato dei pagamenti digitali, affiancando PagoPA alle attività già sviluppate attraverso PostePay e i servizi finanziari del gruppo. Non sono mancate, tuttavia, alcune preoccupazioni sul fronte della concorrenza. Il coinvolgimento di Poste, già operatore dominante in diversi segmenti dei pagamenti e dei servizi finanziari retail, ha attirato l’attenzione delle banche e degli operatori fintech, che temono un aumento della concentrazione in un mercato chiave. Proprio per questo, l’operazione resta subordinata alle valutazioni dell’Autorità Antitrust. Sul piano dei mercati finanziari, la notizia è stata letta in modo generalmente positivo. Per Poste Italiane, l’ingresso in PagoPA rafforza una strategia di crescita nei servizi digitali a maggior valore aggiunto, coerente con il percorso di trasformazione intrapreso negli ultimi anni. Per lo Stato, la cessione rappresenta un modo per valorizzare un asset strategico senza rinunciare al controllo pubblico, incassando al contempo risorse utili per il bilancio. Nel medio-lungo termine, PagoPA potrebbe diventare il perno di nuove iniziative legate all’identità digitale, ai wallet elettronici e, potenzialmente, all’integrazione con il futuro euro digitale. La partita, dunque, non riguarda solo un’operazione di capital market, ma il disegno complessivo dell’infrastruttura digitale su cui poggerà il rapporto tra cittadini, imprese e Stato nei prossimi anni.

  • Nasce Qivalis: la Stablecoin in Euro che Ridefinisce il Futuro della Finanza Digitale

    Il mondo della finanza digitale europea si prepara a un salto storico: nasce Qivalis , una nuova società creata da un consorzio di dieci grandi banche europee  con l’obiettivo di lanciare una stablecoin  ancorata all’euro e pienamente conforme al regolamento europeo sulle criptovalute (MiCA) entro la seconda metà del 2026 . Qivalis è la risposta istituzionale europea alla crescente richiesta di valute digitali stabili, sicure e regolate. Il progetto nasce dall’unione di banche di primo piano  come ING, UniCredit, Banca Sella, CaixaBank, SEB, DekaBank, Danske Bank, KBC e Raiffeisen Bank International, a cui si è recentemente aggiunta anche BNP Paribas. Con sede ad Amsterdam , la società sta lavorando per ottenere l’autorizzazione come Electronic Money Institution  dalla Banca Centrale Olandese  (DNB), passo fondamentale per poter emettere legalmente una moneta digitale regolamentata e pienamente garantita da riserve in euro. A guidare questa ambiziosa iniziativa è Jan-Oliver Sell , ex CEO di Coinbase Germany , che sottolinea come la stablecoin non sia solo uno strumento di pagamento, ma un tassello vitale per l’autonomia monetaria digitale europea . Il mercato globale delle stablecoin è oggi dominato da asset denominati in dollari americani , come USDT e USDC, che rappresentano la larga maggioranza della capitalizzazione totale del settore. Una stablecoin ancorata all’euro e emessa da un consorzio bancario europeo potrà: Rafforzare il ruolo dell’euro nella finanza digitale; Offrire un mezzo di pagamento 24/7  con costi e tempi di transazione ridotti; Permettere pagamenti cross-border  e regolamenti di asset tokenizzati in modo più efficiente; Offrire una soluzione completamente regolamentata, con trasparenza e garanzie bancarie . Qivalis rappresenta il perfetto esempio di come istituzioni finanziarie tradizionali e nuove tecnologie possano convergere per creare infrastrutture digitali robuste e regolamentate . Questo progetto va oltre la pura innovazione tecnologica: è un passo verso un ecosistema finanziario in cui le valute digitali convivono con i sistemi bancari tradizionali in modo armonico e sicuro. Questa evoluzione della finanza europea è in linea con i temi affrontati da Sara Noggler nel suo progetto FUTURE BLEND , dove si parla di finanza futura , innovazione nei pagamenti e nella moneta digitale. Nel post di lancio dell’evento FUTURE BLEND, Noggler sottolineava l’importanza di iniziative che ridisegnano il futuro dei pagamenti , mettendo al centro stablecoin, euro digitale e trasformazioni nel sistema finanziario.

  • RedFish Basket Bond, nuova tranche da 4 milioni con Bio Verde e Fastrent

    Prosegue il programma RedFish Basket Bond con una nuova tranche di emissioni da 4 milioni di euro , la quinta dall’avvio dell’operazione. Il progetto di finanziamento, dedicato alle società in portafoglio dell’operatore di private equity RedFish, è strutturato da Banca Finint nel ruolo di arranger, collocatore e banca finanziatrice ed è promosso da RedFish Capital Debt. In questa nuova tranche entrano i minibond emessi da Fastrent spa e Bio Verde srl, che portano a 4 milioni di euro l’ammontare complessivo delle nuove sottoscrizioni. Il programma si basa su un veicolo di cartolarizzazione che acquista i minibond emessi dalle società partecipanti e si finanzia attraverso l’emissione di due classi di titoli asset backed, senior e junior. I titoli senior sono sottoscritti da Banca Finint, mentre la tranche junior è detenuta da RedFish Capital Debt, società controllata da RedFish Listing Partners, a sua volta parte del network di holding riconducibili a RedFish Partners. La struttura consente di canalizzare risorse di medio-lungo termine verso le imprese, mantenendo un adeguato equilibrio tra rischio e rendimento per gli investitori coinvolti. Tra le nuove società emittenti figura Bio Verde, realtà con sede ad Angri, in provincia di Salerno, controllata dalla famiglia Russo e attiva nella trasformazione e commercializzazione di prodotti alimentari, in particolare derivati del pomodoro come polpa, passata e pelati, oltre a prodotti agricoli e attività connesse alla filiera primaria. Nel 2024 l’azienda ha registrato ricavi netti per 51,4 milioni di euro, un ebitda di 6 milioni e un indebitamento finanziario netto pari a 18,1 milioni di euro. Nell’ambito del RedFish Basket Bond, Bio Verde ha emesso un minibond da 2,5 milioni di euro con scadenza a maggio 2031. Le risorse raccolte saranno destinate a sostenere investimenti materiali volti ad aumentare ed efficientare la capacità produttiva, migliorando i processi industriali e supportando il percorso di crescita nel medio-lungo periodo. La seconda società coinvolta nella tranche è Fastrent, con sede a Roma , specializzata nella locazione operativa di beni strumentali, in particolare soluzioni tecnologiche e hardware per il settore ICT. Fondata nel 2006 da un gruppo di professionisti attivi nel mondo dei servizi tecnici già dagli anni Ottanta, la società è oggi presieduta da Giuseppe Terenzio ed è controllata dalla famiglia Terenzio. Fastrent ha chiuso il 2024 con ricavi pari a 10,1 milioni di euro, un ebitda di 4,3 milioni e un debito finanziario netto di circa 2 milioni. Attraverso il RedFish Basket Bond ha emesso un minibond da 1,5 milioni di euro con scadenza a novembre 2030, destinando i proventi al finanziamento dell’attività operativa, in particolare all’acquisizione di beni da destinare alla locazione, così da rafforzare il portafoglio di asset e la capacità di generare ricavi ricorrenti. La società era già ricorsa al mercato dei minibond lo scorso marzo, con un’emissione da 2,5 milioni di euro nell’ambito della seconda tranche del Basket Bond Lazio, programma sostenuto, tra gli altri, da Cassa Depositi e Prestiti e Mediocredito Centrale. Con questa operazione, il RedFish Basket Bond prosegue un percorso avviato nel 2024 che ha già coinvolto numerose realtà industriali e di servizi. Nelle tranche precedenti sono entrate nel programma, tra le altre, Codess Sociale, cooperativa attiva nei servizi sociosanitari ed educativi, Bertolotti spa, specializzata in impianti per l’industria siderurgica e mineraria e quotata su Euronext Growth Milan, oltre a Marullo, Movinter e Rfltc-Inox. Nel dicembre 2024 si è aggiunta anche Svas Biosana, azienda attiva nel settore dei dispositivi medici e anch’essa quotata su Euronext Growth Milan, con un minibond da 6 milioni di euro. Il programma ha un obiettivo complessivo di raccolta pari a 70 milioni di euro e rappresenta una delle prime operazioni di finanziamento “di sistema” in Italia che vedono la partecipazione diretta di un operatore di private equity. L’iniziativa nasce con l’intento di offrire alle imprese un canale di finanza complementare e di lungo termine, in grado di sostenere sia la crescita organica sia eventuali operazioni di sviluppo per linee esterne, in un contesto in cui l’accesso al credito bancario tradizionale rimane selettivo e sempre più orientato a strutture di finanziamento evolute.

  • Oliverio & Partners nel Club Deal UK da 75 milioni di euro di Crosby Street Securities

    Milano, 19 dicembre 2025 – Oliverio & Partners annuncia la propria partecipazione, in qualità di advisor legale, al Club Deal britannico promosso da Crosby Street Securities per un ammontare complessivo di 75 milioni di euro , destinato a investimenti in Italia. Il Club Deal investirà in società italiane attive nell’EPC (Engineering, Procurement and Construction) , con focus su: costruzione di stazioni e sottostazioni elettriche ; aziende con un backlog significativo in lavori EPC legati a connessioni alla rete elettrica . L’operazione è stata seguita da un team Oliverio & Partners guidato dall’ Avv. Vincenzo Oliverio , con il supporto di due membri del suo team  Roberto Gravi e  Giuseppe Chinagli . Lo Studio ha curato la negoziazione del term sheet e assisterà il Club Deal nelle fasi successive, occupandosi della costituzione della società veicolo (SPV) e di tutti gli atti necessari e conseguenti all’operazione. Oliverio & Partners continuerà inoltre ad affiancare il Club Deal nella strategia di espansione in Italia e nel processo di ingresso nelle società target , supportando le attività di investimento e strutturazione legale delle operazioni.

  • Debutto in Borsa per Telmes: raccolti 1,3 milioni su Euronext Growth Milan

    Telmes ha ufficialmente debuttato su Euronext Growth Milan , il segmento di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese ad alto potenziale di crescita, completando un collocamento privato che ha portato nelle casse della società 1,3 milioni di euro  prima dell’avvio delle negoziazioni. La procedura di ammissione si è conclusa il 16 dicembre 2025, con il primo giorno di contrattazione delle azioni ordinarie fissato per il 18 dicembre, segnando un importante traguardo per l’azienda pugliese attiva nel settore delle soluzioni per la gestione elettrica. L’operazione ha visto la raccolta complessiva di 1,3 milioni di euro , di cui circa 1,1 milioni derivanti da aumento di capitale  e circa 194 mila euro attribuibili all’eventuale esercizio dell’opzione Greenshoe , consentendo a Telmes di presentarsi al mercato con una capitalizzazione post-quotazione stimata intorno ai 4,7 milioni di euro , cifra che salirebbe a circa 4,9 milioni in caso di pieno esercizio della Greenshoe. L’ingresso in Borsa è stato supportato da Integrae SIM , che ha ricoperto il ruolo di Euronext Growth Advisor (EGA) , affiancando l’azienda nell’intero percorso di quotazione, dalla due diligence alla predisposizione della documentazione regolamentare necessaria all’ammissione sul mercato. Inoltre, per aspetti legati alle relazioni con la comunità finanziaria e alla comunicazione con gli investitori nel periodo pre-e post-quotazione, Telmes si è avvalsa di consulenze esterne, in linea con le prassi di supporto per società che accedono a EGM. Fondata nel 2004 e con sede a Modugno (Bari) , Telmes ha costruito la sua attività attorno alla progettazione, produzione e manutenzione di quadri elettrici di bassa tensione  e, attraverso la controllata Temeco, opera anche nella progettazione e realizzazione di impianti elettromeccanici ad uso residenziale e industriale e nel settore delle energie rinnovabili . La società si presenta al mercato con un modello diversificato in quattro linee di business — Electrical Boards, Maintenance & Technological Plants, Software & Engineering e Renewable Energy — che nel 2024 hanno generato ricavi consolidati pari a circa 9 milioni di euro . Il prezzo di collocamento delle azioni è stato fissato a 1,75 euro per azione , corrispondente al limite inferiore della forchetta di offerta definita in fase di pre-IPO. Contestualmente, ai sottoscrittori del collocamento saranno assegnati warrant gratuiti  in ragione di un warrant ogni azione ordinaria sottoscritta, meccanismo volto a favorire un ulteriore coinvolgimento degli investitori nel progetto di crescita post-quotazione. Il debutto di Telmes si inserisce in un contesto più ampio di attività sul mercato Euronext Growth Milan , dove anche altre PMI italiane stanno portando avanti operazioni di raccolta capitali e quotazione per sostenere i propri piani industriali e ampliare la propria visibilità sui mercati dei capitali, consolidando il ruolo del segmento come canale per finanziare la crescita di imprese di dimensioni contenute ma con progetti di sviluppo ambiziosi.

  • ABC Company accelera sulla consulenza strategica: accordo da 1,9 milioni con Global Strategy

    ABC Company spa Società Benefit accelera il proprio percorso di sviluppo annunciando un’operazione strategica che rafforza in modo sostanziale la sua piattaforma di consulenza. La società, veicolo di investimento di permanent capital e advisory quotato sul segmento professionale di Euronext Growth Milan, ha infatti sottoscritto un accordo vincolante per l’acquisizione delle attività di management consulting e corporate finance di Global Strategy , boutique di advisory strategica e M&A fondata nel 2006 da Antonella Negri Clementi. L’operazione prevede il conferimento delle attività di Global Strategy in una nuova società veicolo, che al closing assumerà la denominazione storica, mentre la società originaria cambierà nome. ABC Company acquisirà successivamente il 100% della newco per un controvalore complessivo di 1,9 milioni di euro. Una componente centrale dell’accordo è rappresentata dal reinvestimento degli attuali soci di Global Strategy: Antonella Negri Clementi, insieme agli equity partner Stefano Nuzzo e Marco Marinoni, reinvestirà complessivamente 1,32 milioni di euro sottoscrivendo azioni di categoria A di ABC Company nell’ambito di un aumento di capitale riservato al prezzo di 4 euro per azione. La scelta di reinvestire testimonia la forte condivisione del progetto industriale e l’allineamento di lungo periodo tra le parti. Dal punto di vista societario e regolamentare, l’operazione rientra nella fattispecie del reverse take-over prevista dal Regolamento Emittenti di Euronext Growth Milan e sarà quindi soggetta all’approvazione dell’assemblea degli azionisti di ABC Company, oltre al completamento dei consueti adempimenti informativi. Il closing è atteso indicativamente entro il primo trimestre del 2026. In parallelo, l’accordo prevede l’ingresso di Antonella Negri Clementi nel Consiglio di Amministrazione di ABC Company e la definizione di accordi di collaborazione professionale con gli equity partner di Global Strategy, con l’obiettivo di garantire continuità operativa, trasferimento delle competenze e sviluppo del business nel medio-lungo periodo. Global Strategy è una realtà consolidata nel panorama della consulenza strategica italiana. Nel corso degli anni ha affiancato imprenditori, manager e istituzioni finanziarie nella definizione di piani industriali, nei processi di ristrutturazione e nelle operazioni straordinarie, intervenendo spesso anche nella fase di esecuzione dei progetti e nella gestione delle situazioni di crisi. La società è particolarmente attiva nel supporto ai team di restructuring dei principali istituti di credito italiani e ha partecipato a operazioni di rilievo come il rilancio del marchio Kasanova e la ristrutturazione del debito di Massimo Zanetti Beverage. Antonella Negri Clementi ha definito l’operazione un passaggio strategico che valorizza il percorso professionale costruito negli anni da Global Strategy al fianco delle imprese familiari italiane. Alla base dell’accordo, ha sottolineato, vi è una profonda affinità di valori con ABC Company, una visione di medio-lungo termine condivisa e la comune volontà di contribuire allo sviluppo del tessuto imprenditoriale del Paese. Per ABC Company, l’acquisizione rappresenta un’evoluzione naturale del proprio modello di business. Finora il gruppo ha operato prevalentemente come investitore di minoranza in pmi italiane, anche attraverso strutture di club deal, affiancando imprenditori e management nei percorsi di crescita. L’integrazione di Global Strategy consente ora di rafforzare in modo significativo l’area advisory, ampliando l’offerta di consulenza strategica, finanziaria e industriale a supporto sia delle società partecipate sia di clienti terzi. La strategia di sviluppo delineata dal management si articola lungo tre direttrici principali: il potenziamento dei servizi di consulenza in ambito strategico e di M&A, l’ingresso nel segmento del debt capital markets e il rafforzamento delle competenze nella gestione della crisi d’impresa. Secondo l’amministratore delegato Stefano Taioli, l’operazione consente ad ABC Company di costruire un ponte strutturato tra pmi interessate ad aprire il capitale e investitori imprenditoriali alla ricerca di operazioni ad alto valore industriale, rafforzando il ruolo del gruppo come partner di riferimento nel lungo periodo. A supporto di questa fase di crescita, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato anche un importante rafforzamento della struttura finanziaria, con l’avvio di un aumento di capitale fino a 24 milioni di euro e l’emissione di un prestito obbligazionario convertibile con scadenza 2030. In questo quadro, l’acquisizione di Global Strategy si configura come un’operazione trasformativa, destinata a incidere in modo significativo sul posizionamento di ABC Company nel mercato della consulenza e degli investimenti a supporto delle pmi italiane.

  • Exein: nuovo round da 100 milioni di euro

    Exein, azienda italiana attiva nel settore della cybersecurity embedded per dispositivi IoT, ha annunciato un nuovo finanziamento da 100 milioni di euro che porta a 170 milioni il totale raccolto nel corso del 2025. Il round è stato guidato da Blue Cloud Ventures e ha visto la partecipazione di HV Capital, Intrepid Growth Partners, Geodesic Capital e J.P. Morgan. La crescita rapida di Exein è il risultato di due tendenze convergenti: da un lato l’aumento costante degli attacchi informatici contro aziende e organizzazioni a livello globale, dall’altro il progressivo superamento dei modelli di sicurezza tradizionali a favore di un approccio basato sulla protezione integrata direttamente nei singoli dispositivi. La piattaforma di sicurezza embedded sviluppata dall’azienda protegge già oltre 1,5 miliardi di dispositivi operanti in settori strategici come energia, sanità, difesa, automotive, aerospazio, automazione industriale, semiconduttori e robotica. Secondo le previsioni, entro il primo trimestre del 2026 il numero di dispositivi protetti supererà i 2 miliardi, grazie all’introduzione di nuove tecnologie, alla continua diffusione dell’IoT a livello globale e all’intensificarsi delle pressioni normative in materia di sicurezza. Le risorse raccolte, che comprendono capitale e una linea di credito strutturata con J.P. Morgan, saranno utilizzate per sviluppare soluzioni di runtime security di nuova generazione dedicate ai dispositivi IoT. Queste tecnologie saranno in grado di proteggere anche sistemi di intelligenza artificiale e Large Language Models che operano direttamente sui device, senza passare dal cloud. La prima release di questa nuova piattaforma sarà presentata alla RSAC Conference 2026 di San Francisco. Parallelamente, Exein intende sostenere un articolato programma di acquisizioni nel corso del 2026, con operazioni previste sia in Europa sia negli Stati Uniti, e accelerare ulteriormente la propria espansione internazionale, con un’attenzione particolare ai mercati nordamericano e dell’area Asia-Pacifico. Questo nuovo round segue il finanziamento di serie C da 70 milioni di euro chiuso nel luglio 2025, che ha rappresentato un punto di svolta per l’espansione dell’azienda in Nord America e nella regione APAC, includendo l’apertura di un nuovo ufficio a Taipei prevista per l’inizio del prossimo anno. Nel corso del 2025 Exein ha quintuplicato i ricavi rispetto all’anno precedente, rafforzato la propria presenza nel settore delle infrastrutture critiche e della manifattura industriale e avviato partnership strategiche con produttori e fornitori di chipset come Kontron e Mediatek. Nei soli cinque mesi successivi al round di luglio, la valutazione dell’azienda è quasi raddoppiata, a conferma di risultati commerciali particolarmente solidi e di una domanda in forte crescita per soluzioni di cybersecurity integrate direttamente nei dispositivi. Commentando l’operazione, Gianni Cuozzo, fondatore e CEO di Exein , ha sottolineato come questo finanziamento confermi la velocità di crescita dell’azienda. In poco più di un anno, Exein è diventata una realtà globale, consolidando la propria presenza negli Stati Uniti e nell’Asia-Pacifico e affermandosi come il principale provider mondiale di embedded security per numero di dispositivi protetti. Secondo Cuozzo, le nuove risorse permetteranno di accelerare ulteriormente nel 2026, sostenere la strategia di acquisizioni e aprirsi a nuovi mercati, oltre a introdurre una nuova generazione di tecnologie runtime che rappresenta uno degli avanzamenti più significativi del settore negli ultimi dieci anni. La prima evoluzione di questa tecnologia sarà presentata nel primo trimestre del 2026, con l’obiettivo di costruire un vero e proprio sistema immunitario digitale capace di proteggere il mondo connesso nel lungo periodo. Rami Rahal, fondatore e managing partner di Blue Cloud Ventures , ha evidenziato come i dispositivi connessi costituiscano oggi la superficie di attacco più ampia e al tempo stesso meno protetta a livello globale. In questo contesto, la missione di Exein è considerata cruciale, perché porta una difesa intelligente e in tempo reale direttamente all’interno dei dispositivi, rispondendo in modo puntuale alle esigenze di un mercato in cui gli attacchi informatici si stanno sempre più spostando dal digitale al mondo fisico. Anche J.P. Morgan ha ribadito l’importanza strategica del settore. Max Hauer, responsabile innovation economy banking della banca , ha sottolineato come la sicurezza dei dispositivi connessi sia ormai un elemento essenziale per rafforzare la resilienza delle infrastrutture moderne, riconoscendo a Exein un ruolo centrale in questo ambito.

  • Nasce una nuova piattaforma nel beauty made in Italy: Orienta, Armònia e Square Capital uniscono le forze

    Orienta Capital Partners, Armònia SGR e Square Capital hanno avviato una nuova piattaforma industriale nel settore del beauty made in Italy , con l’obiettivo di creare un polo integrato attivo nella cosmetica e nella profumeria conto terzi di alta gamma. L’operazione si inserisce nel più ampio trend di consolidamento di un comparto che continua a mostrare fondamentali solidi e un forte appeal sui mercati internazionali. Il progetto prende forma attorno a Trendcolor , partecipata da Orienta dal 2022, che rappresenta il nucleo industriale della piattaforma. A questa si affiancano Inunup , specializzata nel make-up conto terzi, e New Cosmesy , attiva nella produzione di fragranze, con l’obiettivo di coprire in modo integrato più segmenti della filiera beauty. La strategia industriale punta a valorizzare il know-how manifatturiero italiano attraverso un modello scalabile e verticalmente integrato, capace di rispondere alle esigenze di brand premium e di nicchia. Dal lato finanziario, Orienta Capital Partners  guida l’operazione affiancata da Armònia SGR , mentre Square Capital , club deal promosso da Deutsche Bank, partecipa come co-investitore. Il contributo congiunto dei tre operatori mira a sostenere un piano di crescita per linee esterne, con ulteriori acquisizioni mirate già allo studio. La governance del nuovo gruppo fa leva sulla continuità manageriale: Massimiliano Testa , già amministratore delegato di Trendcolor, assume la guida dell’intera piattaforma, con il compito di coordinare l’integrazione industriale e accompagnare la crescita del perimetro. L’operazione ha visto il coinvolgimento di un articolato pool di advisor. Orienta  è stata assistita da Orrick, Herrington & Sutcliffe  per gli aspetti legali, Lincoln International  in qualità di debt advisor, Deloitte  per la due diligence contabile e fiscale ed Exentially  per la due diligence commerciale. Armònia SGR  si è avvalsa di Gianni & Origoni  come advisor legale, EY Parthenon  per la due diligence contabile, OC&C  per quella commerciale e Foglia & Partners  per i profili fiscali. Square Capital  è stata seguita da Gianni & Origoni  e dal team Corporate Advisory di Deutsche Bank . Per quanto riguarda le società target, Inunup e i venditori  sono stati assistiti dallo Studio Legale Galbiati, Sacchi, Lamandini e Associati , mentre New Cosmesy  si è avvalsa di Osborne Clarke  e Advant NCTM  per gli aspetti legali e di CP Advisor  come advisor finanziario. In termini prospettici, il gruppo punta a superare i 60 milioni di euro di fatturato nel 2025 , con oltre 200 addetti e una struttura produttiva in grado di coprire make-up, cosmetica e fragranze. L’operazione conferma il crescente interesse del private equity per il beauty made in Italy, considerato un settore maturo per strategie di aggregazione industriale e di creazione di valore nel medio-lungo periodo.

  • Fagioli Finance annuncia di aver finalizzato l'accordo di cessione della propria significativa partecipazione in Fagioli a CEVA Logistics, parte del Gruppo CMA CGM.

    Otto anni dopo averne acquisito la maggioranza il fondo QuattroR ha ceduto la propria partecipazione nel Gruppo Fagioli alla società francese CEVA Logistics che ha firmato un accordo per rilevare il 100 per cento della società di project logistics includendo anche le quote detenute dalla famiglia Fagioli. Il valore dell’operazione non è stato reso noto e CEVA non ha fornito informazioni in merito. Prima della transazione il gruppo faceva capo a Fagioli Holding spa di cui QuattroR deteneva il 71,23 per cento mentre il restante 28,77 per cento era in capo a Fagioli Finance spa veicolo partecipato in parti uguali da Manuela Delpino Alessandra Fagioli e Alfredo Fagioli. CEVA Logistics è tra i principali operatori mondiali nei servizi di trasporto e logistica ed è parte del gruppo CMA CGM. La società offre soluzioni integrate che spaziano dal trasporto aereo marittimo e terrestre alla gestione dei magazzini e alla logistica contrattuale servendo grandi aziende in oltre 170 paesi. Il gruppo francese è noto anche per la partnership con Ferrari. Il Gruppo Fagioli ha sede a Sant’Ilario d’Enza in provincia di Reggio Emilia e occupa una posizione di rilievo a livello internazionale nei trasporti e sollevamenti eccezionali nella logistica di progetto e nelle spedizioni di carichi pesanti grazie a un forte know how ingegneristico applicato a progetti complessi in settori come oil and gas rinnovabili civile e infrastrutture. Tra i principali interventi realizzati il gruppo è stato coinvolto nella ricostruzione successiva al crollo del Ponte Morandi a Genova occupandosi in particolare dei sollevamenti e dei trasporti eccezionali legati alla demolizione delle strutture residue e alla costruzione del nuovo Viadotto Genova San Giorgio. Nel 2024 Fagioli Holding spa ha registrato ricavi per 199,9 milioni di euro con un ebitda pari a 13,5 milioni e un indebitamento netto di 32,3 milioni chiudendo l’esercizio con una perdita di 4 milioni. Si tratta del miglior risultato in termini di ricavi ed ebitda dal 2020 mentre il bilancio era stato in utile nel 2023 nel 2020 e nel 2021. Secondo QuattroR l’operazione rappresenta una conferma del percorso di sviluppo avviato sul gruppo con l’obiettivo di rafforzarne il posizionamento nel project logistics a livello globale grazie all’ampliamento delle competenze al miglioramento delle attività commerciali e all’espansione in mercati strategici. Il fondo ritiene che sotto la proprietà di CEVA il Gruppo Fagioli potrà continuare a crescere e a consolidare il proprio ruolo internazionale. Dal punto di vista del management di Fagioli l’ingresso di CEVA Logistics consentirà di beneficiare di una maggiore capacità di accesso al mercato di una presenza capillare nei principali paesi e di competenze locali oltre al supporto finanziario necessario per accelerare la crescita di lungo periodo. Per CEVA l’acquisizione di Fagioli si inserisce nella strategia di crescita per linee esterne volta a rafforzare la presenza in aree geografiche strategiche e in segmenti logistici ad alto valore aggiunto facendo leva sulla reputazione internazionale e sulle competenze tecniche del gruppo italiano per ampliare l’offerta di soluzioni end to end all’interno del perimetro del gruppo CMA CGM. CEVA Logistics è stata delistata dalla borsa svizzera nel 2019 a seguito di un’opa lanciata da CMA CGM gruppo francese di shipping e logistica controllato dalla famiglia Saadé e partecipato da Yildirim Holding. Da allora CEVA ha integrato numerosi operatori tra cui la divisione CLS di Ingram Micro GEFCO e Bolloré Logistics. Prima dell’operazione Fagioli nel maggio 2025 CEVA aveva acquisito Borusan Lojistik in Turchia per 383 milioni di dollari.

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