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- La joint venture Green Stone–Menara Capital accelera sul fotovoltaico con tre nuovi impianti in Puglia
La joint venture tra Green Stone SICAF e Menara Capital ha ufficialmente completato l’acquisizione di tre impianti fotovoltaici in Puglia , segnando la prima operazione concreta della partnership nel settore delle energie rinnovabili in Italia. L’accordo rappresenta l’avvio operativo della collaborazione tra Green Stone, fondo d’investimento con circa 400 milioni di euro di asset in gestione, e Menara Capital, società di investimento globale focalizzata su asset resilienti e sostenibili. La joint venture è stata annunciata nel maggio 2025 con un piano di investimenti complessivo che punta a sviluppare circa 600 MW di capacità nel settore fotovoltaico , con un investimento iniziale di 125 milioni di euro in equity e un focus esteso anche a sistemi di accumulo in batterie (BESS) e impianti a biogas. Questo progetto rientra in un percorso più ampio di accelerazione della transizione energetica in Italia ed Europa. Gli impianti acquisiti si trovano nei comuni di Carmiano, Collepasso e Lequile , in provincia di Lecce, e hanno una potenza complessiva di 13,7 MW . Tutti sono in stato RTB (Ready to Build) , con autorizzazioni amministrative già ottenute e non impugnabili, rendendo i progetti pronti per l’avvio della costruzione. L’impianto di Carmiano ha una capacità di 2,396 MWp, quello di Collepasso di 4,120 MWp e quello di Lequile di 7,176 MWp, con una produzione annua stimata di circa 25,5 GWh , sufficiente a soddisfare il fabbisogno di oltre 9.600 famiglie . Per supportare la struttura dell’operazione, Green Stone si è avvalsa di un team di advisor specializzati : Prothea ha svolto il ruolo di advisor finanziario e strategico , mentre Protos Energy ha curato la due diligence tecnico-ingegneristica dell’operazione. Per gli aspetti legali e fiscali , Green Stone si è affidata allo studio DLA Piper . In aggiunta, Alessandro Bergui ha operato come energy advisor , contribuendo alla due diligence tecnica dell’investimento e affiancando il team nella valutazione progettuale e nelle analisi tecniche degli impianti. Le dichiarazioni dei vertici delle società coinvolte riflettono l’importanza strategica dell’operazione. Domenico Cefaly , CEO di Green Stone SICAF, ha sottolineato come il closing di questi impianti rappresenti un traguardo significativo nel percorso di crescita del fondo, sottolineando la combinazione di competenze tecniche e capacità finanziaria come motore di sviluppo per future operazioni nel comparto delle rinnovabili. Youssef Sabri , CEO di Menara Capital, ha evidenziato come l’investimento in Puglia costituisca il primo passo concreto della strategia di allocazione del capitale in piattaforme di energia rinnovabile scalabili in Italia, con un orientamento alla tutela del capitale e alla creazione di valore sostenibile nel lungo periodo. La joint venture prevede un ampio portafoglio di progetti futuri, inclusi mega impianti fotovoltaici in Sardegna, impianti agrivoltaici nella Campania e un progetto su larga scala in Nord Africa, che costituiranno la base per raggiungere la capacità complessiva prevista di 600 MW nei prossimi anni. L’iniziativa si inserisce nel più vasto contesto di transizione energetica nazionale e internazionale, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza energetica e accelerare il passaggio verso un’economia a basse emissioni di carbonio.
- Valesco Group completa l’acquisto della nuova sede milanese di Moncler per circa 200 milioni di euro
Il Gruppo Valesco, gestore europeo di fondi immobiliari con sede a Londra e parte del New World Group, ha finalizzato l’acquisizione della nuova sede milanese di Moncler, confermando un investimento di circa 200 milioni di euro in uno degli immobili direzionali più significativi dell’ultimo periodo nel mercato italiano. L’edificio, noto come Casa Moncler , è situato nel quartiere Symbiosis nel sud di Milano ed è stato sviluppato da Covivio. La struttura, che copre una superficie di circa 38.000 metri quadrati , è pensata per ospitare oltre 700 dipendenti del gruppo di moda, che fino ad ora lavoravano in diverse sedi sparse nella città. La consegna dell’edificio è avvenuta nell’ottobre 2025 e rappresenta un consolidamento strategico per Moncler, che ha firmato un contratto di locazione di 15 anni indicizzato all’inflazione e senza break option . L’operazione è stata parzialmente finanziata da un prestito “green” di 80 milioni di euro concesso da BNP Paribas , riflettendo l’elevata attenzione verso criteri di sostenibilità ambientale, sociale e di governance (ESG) nella transazione. Secondo gli operatori, questo affondo nel real estate da parte di Valesco è una delle maggiori operazioni nel settore uffici in Italia degli ultimi anni, confermando Milano come piazza di riferimento per investitori istituzionali internazionali. Casa Moncler non è solo un edificio direzionale tradizionale: progettato dallo studio Antonio Citterio Patricia Viel, unisce design contemporaneo, spazi di lavoro pensati per favorire collaborazione e creatività , e soluzioni tecniche avanzate, inclusi spazi per eventi, un auditorium, aree per fitness e servizi di ristorazione, oltre a tecnologie tese al risparmio energetico e alla sostenibilità. Per Moncler, marchio fondato nel 1952 e con una capitalizzazione di mercato che si aggira intorno ai 15 miliardi di euro , la nuova sede rappresenta una pietra miliare nella sua crescita globale, offrendo un punto di riferimento centrale per le attività creative, corporate e commerciali sotto un unico tetto. La mossa strategica di Valesco si inserisce in una più ampia visione di espansione nel segmento real estate europeo, dove la società ha consolidato un portafoglio di asset core e core-plus di elevata qualità, supportata da una rete consolidata di istituti finanziari.
- Bowsprit Partners e Oliverio&Partners annunciano una partnership strategica quinquennale nei settori energia e infrastrutture digitali in Europa
Londra, Regno Unito – Bowsprit Partners Limited (“Bowsprit Partners”), società britannica di corporate advisory e fundraising e parte del Magellan Financial Group , gruppo di rilevanza Globale di servizi finanziari con sede alle Bahamas, e Oliverio&Partners (“O&P”), primaria società europea di corporate advisory, hanno annunciato oggi la firma di una partnership strategica della durata di cinque anni per l’origination e l’esecuzione congiunta di opportunità nei settori dell’energia e delle infrastrutture digitali in Europa. La partnership coprirà un ampio spettro di sotto-settori, tra cui rinnovabili e sistemi di accumulo, reti e servizi energetici, data center, fibra e connettività e altre verticali delle infrastrutture digitali. Luis Brime, Head of Operations di Bowsprit Partners , ha commentato: “Combinando la nostra capacità di accesso agli investitori con un approccio disciplinato all’origination e all’esecuzione, questa partnership crea una piattaforma solida per supportare operazioni di alta qualità nei settori energia e infrastrutture digitali in Europa.” Vincenzo Oliverio, Global Head M&A and Capital Markets di Oliverio&Partners , ha aggiunto:“Questo accordo rappresenta un passo concreto per connettere una pipeline robusta con capitale istituzionale in Europa, garantendo al contempo i più elevati standard di governance, trasparenza e gestione dei conflitti.”
- Agrivoltaico in Sicilia: Repower accelera sulla transizione energetica con un finanziamento da oltre 76 milioni di euro
La transizione energetica italiana compie un nuovo passo concreto in Sicilia, dove Repower ha ottenuto un rilevante finanziamento per la realizzazione di un impianto agrivoltaico di grande scala nel comune di Ciminna, in provincia di Palermo . L’operazione si colloca tra i progetti più significativi attualmente in corso nel panorama delle energie rinnovabili, per dimensione, struttura finanziaria e integrazione tra produzione energetica e attività agricole. Il progetto è stato finanziato attraverso un’operazione da complessivi 76,65 milioni di euro, concessa da BNL – Gruppo BNP Paribas e Banco BPM a favore di Resol Ciminna S.r.l. , società controllata da Repower. A rafforzare la sostenibilità economico-finanziaria dell’iniziativa contribuisce inoltre un contributo pubblico di circa 22,1 milioni di euro nell’ambito del PNRR, confermando la piena coerenza del progetto con gli obiettivi nazionali ed europei in materia di transizione energetica e decarbonizzazione. L’impianto agrivoltaico avrà una potenza installata di circa 70 MW e si estenderà su una superficie complessiva di circa 150 ettari. Il progetto è concepito secondo un modello agrivoltaico avanzato, che consentirà la compresenza tra produzione di energia solare e attività agricole. Sono previste coltivazioni di mandorli, ulivi, piante aromatiche, grano e foraggi, oltre ad attività di pascolo e apicoltura, supportate da soluzioni di smart farming finalizzate all’ottimizzazione dell’uso del suolo e delle risorse idriche, nel rispetto della vocazione agricola del territorio. I lavori di costruzione sono iniziati nel giugno 2025 e l’entrata in esercizio dell’impianto è prevista entro giugno 2026, con l’obiettivo di contribuire in modo significativo alla produzione di energia rinnovabile nel Mezzogiorno e alla riduzionep delle emissioni climalteranti. Le banche finanziatrici sono state assistite dallo studio legale internazionale Gianni & Origoni , sotto la guida del partner Giuseppe Velluto . Il team era composto dalla managing associate Martina Morandi e dalle associate Ilaria Demagistri e Sonja Barghini per gli aspetti relativi alla documentazione finanziaria, con il supporto della partner Francesca Staffieri per i profili fiscali, della counsel Maria Loizzi per quelli contrattuali e della managing associate Caterina Maria Testa in relazione alla due diligence e ai profili regolatori. Il team è stato inoltre coadiuvato dagli associate Vittorio Lago , Davide Iaconianni e Sonja Barghini . Lato società, l’operazione è stata seguita dal team legale interno del gruppo Repower , guidato da Andrea Bordogna , con il supporto di Andrea Bertazzon , Nicolò Ricci e Nicolò Palmieri . Per quanto riguarda l’implementazione della struttura tecnica e finanziaria dell’operazione, Repower si è avvalsa del supporto di Elettrostudio Energia . Gli aspetti notarili dell’operazione sono stati curati dallo studio R / F Notai . Nel complesso, il progetto di Ciminna rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra istituti finanziari, operatori industriali e advisor legali e tecnici altamente specializzati possa dare vita a iniziative capaci di coniugare produzione di energia pulita, tutela del territorio e sviluppo agricolo. In un contesto in cui l’agrivoltaico è destinato a svolgere un ruolo sempre più centrale nella strategia energetica italiana, operazioni come questa indicano una direzione chiara e potenzialmente replicabile su scala nazionale
- Prysmian e Fincantieri comprano Xtera: rafforzata la presenza italiana nelle telecomunicazioni sottomarine
Prysmian Group e Fincantieri hanno annunciato la firma di un accordo per l’acquisizione di Xtera Topco Limited , società con sede nel Regno Unito e negli Stati Uniti specializzata in sistemi “chiavi in mano” per telecomunicazioni sottomarine, da un’affiliata di H.I.G. Capital grazie a una joint venture industriale di cui Prysmian detiene l’80% e Fincantieri il 20% . L’operazione, che riflette un enterprise value di circa 65 milioni di dollari , rimane soggetta alle approvazioni normative e il closing è atteso nel corso del primo trimestre del 2026. La transazione segna un passo significativo per entrambi i gruppi italiani: Prysmian, già leader globale nella produzione di cavi sottomarini per energia e telecomunicazioni, amplia la propria catena di valore nel settore delle reti sottomarine estendendo la sua proposta commerciale anche alle soluzioni turnkey di trasmissione dati. Fincantieri, noto soprattutto come costruttore navale integrato, rafforza la propria presenza nel segmento dei sistemi sottomarini avanzati, con particolare attenzione a soluzioni di sicurezza e a piattaforme integrate come mezzi unmanned e servizi di sorveglianza per infrastrutture critiche. Xtera, fondata nel settore delle telecomunicazioni subacquee e con un portafoglio di progetti internazionali di rilievo, vanta una struttura con circa 60 dipendenti e ricavi nell’ordine di oltre 130 milioni di euro , oltre a centri di ricerca e sviluppo nel Regno Unito e in Texas, Stati Uniti. La società ha operato in importanti collegamenti sottomarini come i sistemi NO-UK e TAM-1 , contribuendo a consolidare la propria posizione nel mercato globale delle reti ottiche sottomarine. L’accordo incorpora una strategia industriale condivisa tra Prysmian e Fincantieri finalizzata non solo all’acquisizione della tecnologia e delle capacità di Xtera, ma anche allo sviluppo congiunto di servizi di installazione e security per le infrastrutture sottomarine , con l’obiettivo di offrire ai clienti un portafoglio completo di soluzioni “one-stop shop”. I vertici delle società hanno sottolineato l’importanza di questa operazione in un momento in cui la domanda globale di capacità di trasmissione dati è in forte crescita, trainata dall’espansione dei data center, dall’adozione di intelligenza artificiale e dall’esigenza di connettività resiliente su scala regionale e intercontinentale. Sul fronte degli advisor , secondo fonti di mercato il team legale e finanziario che ha assistito l’affiliata di H.I.G. Capital nella cessione di Xtera è stato guidato dallo studio McDermott Will & Schulte , che ha supportato il venditore in un’operazione complessa e cross-border con un team composto, tra gli altri, da Fatema Orjela, Alex Jupp, Kate Vera C., Tom H. Johnson, Arjun Sehgal e Raees Khan . La presenza di advisor specializzati in transazioni infrastrutturali e digitali ha contribuito a gestire gli aspetti normativi e contrattuali di questa cessione internazionale. L’operazione con Xtera si inserisce nel quadro più ampio della strategia di crescita esterna di Prysmian nel segmento delle telecomunicazioni sottomarine e rafforza ulteriormente il ruolo di Fincantieri come partner industriale per infrastrutture avanzate. Il consolidamento di tecnologie, competenze e servizi nell’ambito delle reti sottomarine pone le due società in una posizione di rilievo per affrontare le sfide future di un mercato in rapido sviluppo.
- Exit di Progressio da Polenghi: entra il tandem Crédit Mutuel Equity–Idia al fianco della famiglia Polenghi
Progressio SGR ha completato la cessione della propria partecipazione del 38% in Polenghi, storica azienda italiana specializzata nei prodotti a base di succo di limone, a un veicolo di investimento controllato dalla famiglia Polenghi insieme ai nuovi soci istituzionali Crédit Mutuel Equity e Idia Capital Investissement, società appartenente al gruppo Crédit Agricole. L’operazione rappresenta l’uscita di Progressio dall’investimento, effettuato tramite il fondo Progressio Investimenti III, e apre una nuova fase di sviluppo per il gruppo industriale. Nel contesto dell’operazione è previsto anche il reinvestimento dell’amministratore delegato Filippo Scandellari e di alcuni manager chiave, a conferma della continuità gestionale e della fiducia nel progetto industriale. La famiglia Polenghi mantiene così un ruolo centrale nella governance, affiancata da partner finanziari di primo piano con una forte esperienza nel supporto alla crescita di aziende industriali a vocazione internazionale. Fondata a Piacenza, Polenghi è oggi uno dei principali operatori globali nel mercato dei succhi di limone, con un modello di business che combina marchi proprietari e private label. L’azienda realizza oltre il 95% del proprio fatturato sui mercati esteri e dispone di cinque stabilimenti produttivi tra Europa e Stati Uniti, a testimonianza di una presenza industriale ormai consolidata a livello internazionale. Durante il periodo di partecipazione di Progressio, Polenghi ha registrato una crescita significativa, superando i 100 milioni di euro di ricavi e più che raddoppiando la marginalità operativa. Il percorso di sviluppo è stato sostenuto da investimenti mirati nel rafforzamento della struttura manageriale, nell’efficientamento produttivo e nell’espansione geografica, in particolare negli Stati Uniti, anche attraverso operazioni di acquisizione come quella della californiana Nielsen Citrus Products. Secondo Progressio, la cessione rappresenta il coronamento di un progetto industriale di successo, costruito su una visione di lungo periodo e su una forte collaborazione con l’imprenditore e il management. Dal canto suo, la famiglia Polenghi ha sottolineato il valore del contributo strategico fornito dal fondo negli anni e guarda ora alla nuova compagine azionaria come a un’opportunità per accelerare ulteriormente il percorso di crescita e consolidare il posizionamento globale del gruppo. L’ingresso di Crédit Mutuel Equity e Idia Capital Investissement porta in dote competenze finanziarie e industriali rilevanti, con l’obiettivo di sostenere Polenghi in una fase di ulteriore espansione internazionale, mantenendo al contempo l’identità e le radici italiane dell’azienda. L’operazione conferma l’attrattività delle eccellenze agroalimentari italiane per i grandi investitori europei e il ruolo del private equity come motore di crescita e trasformazione industriale. L’operazione ha visto coinvolti Alessandro Petraccia , Giovanni Pesce , Leonardo Ballardini e Mauro Ballabio . Vitale ha agito come advisor finanziario con un team composto da Alberto Gennarini, Valentina Salari, Azzurra Bisogno e Luigi Luca Apicella , mentre Progressio è stata assistita dallo studio Hogan Lovells per gli aspetti legali.
- Isoclima cambia proprietà: Fondo Italiano d’Investimento e The Equity Club acquisiscono il gruppo con exit di Stirling Square
Isoclima S.p.A., azienda italiana fondata nel 1977 a Este (Padova) e riconosciuta a livello mondiale per la produzione di soluzioni trasparenti ad alte prestazioni – vetri, policarbonato e acrilico per applicazioni critiche nei settori aerospace, automotive ad alte prestazioni, difesa, trasporti, architettura e nautica – è al centro di una significativa operazione di private equity. Il gruppo, che fattura attorno ai 150 milioni di euro e conta oltre 1.000 dipendenti operativi in sei stabilimenti tra Italia, Stati Uniti e Croazia, passa sotto il controllo di un nuovo consorzio di investitori guidato da Fondo Italiano d’Investimento SGR e da un club deal promosso da The Equity Club , segnando la completa uscita di Stirling Square Capital Partners dal capitale societario. L’accordo, formalizzato alla fine di dicembre 2025 con un binding agreement, prevede l’acquisizione del 100 % del capitale di Isoclima tramite il Fondo Italiano Consolidamento e Crescita II (FICC II), gestito da Fondo Italiano d’Investimento SGR, e TEC Glass S.p.A. , veicolo indipendente costituito dagli investitori aderenti all’iniziativa di club deal sponsorizzata da The Equity Club. La conclusione dell’operazione è subordinata alle consuete condizioni normative e si prevede entro la primavera del 2026. Per Fondo Italiano d’Investimento si tratta di un investimento incentrato su un’eccellenza dell’industria italiana con forte carattere tecnologico e posizionamento internazionale: l’obiettivo dichiarato è quello di sostenere la crescita del gruppo, consolidarne la leadership globale nei vetri ad alte prestazioni e supportare l’espansione in mercati ad alta potenzialità come il Nord America e i segmenti ad alta sicurezza e aerospace. Gianpaolo Di Dio, Chief Investment Officer e Senior Partner di Fondo Italiano , ha sottolineato l’importanza di questa operazione nell’ambito della strategia del fondo di investire in realtà italiane distintive per know-how industriale e opportunità di crescita organica e per linee esterne. The Equity Club, piattaforma di club deal promossa da Mediobanca Private Banking e guidata dai co-CEO Roberto Ferraresi e Filippo Penatti , entra nell’azionariato attraverso TEC Glass , rafforzando la propria strategia di investimento focalizzata su imprese italiane leader con potenziale di espansione internazionale. Isoclima rappresenta il quarto investimento promosso tramite The Equity Club 2.0, confermando l’attrattiva del modello di co-investimento offerto agli investitori qualificati. L’uscita di Stirling Square Capital Partners rappresenta la conclusione di un percorso che ha visto il fondo paneuropeo affiancare Isoclima nel suo sviluppo internazionale a partire dal 2017. Stirling Square, storico investitore in imprese italiane e europee di medio mercato, aveva acquisito la maggioranza dell’azienda nel 2017 e da allora ha accompagnato la crescita sia in termini di prodotti che di penetrazione geografica, supportando anche operazioni come l’acquisizione di aziende negli Stati Uniti. Il management di Isoclima, guidato dalla CEO Liviana Forza , rimarrà alla guida della società anche nella nuova fase, con l’intento di consolidare la presenza nei mercati chiave, accelerare l’innovazione tecnologica e cogliere opportunità di crescita organica e tramite acquisizioni. Gli advisor coinvolti nell’operazione comprendono importanti studi legali e finanziari, mentre il finanziamento unitranche che supporta l’acquisizione è stato reso disponibile da Barings. Con questa transazione, Isoclima entra in una nuova fase strategica con un mix di capitale civile e finanziario italiano, segnando un passaggio di testimone significativo nel panorama dell’industria avanzata italiana e confermando l’interesse di investitori istituzionali e club deal per realtà eccellenti con prospettive di crescita globale.
- Advent e Nextalia completano l’acquisizione del 38,74% di Tinexta e puntano al delisting
Advent International e Nextalia SGR hanno ufficialmente portato a compimento l’importante operazione di acquisizione di una quota pari al 38,74% del capitale di Tinexta , società italiana attiva nella trasformazione digitale, ceduta dall’azionista di maggioranza Tecno Holding. L’accordo, annunciato formalmente nei mesi scorsi e perfezionato dopo aver ottenuto tutte le autorizzazioni regolamentari, segna l’avvio di una nuova fase per il gruppo quotato sull’Euronext STAR Milan, che si prepara a un percorso di crescita privato e strategico. L’operazione ha previsto un corrispettivo di 15 euro per azione , per un controvalore complessivo di circa 270 milioni di euro , pagato in contanti da Advent e Nextalia attraverso veicoli societari dedicati. Contestualmente alla chiusura della prima parte del deal, i due sponsor — insieme a Tecno Holding — avvieranno una offerta pubblica di acquisto obbligatoria (OPA) sulle rimanenti azioni non ancora detenute, con l’obiettivo di ritirare dal listino la società e completare il delisting da Piazza Affari allo stesso prezzo. Tinexta è un gruppo italiano con un posizionamento importante in tre ambiti chiave della digitalizzazione: Digital Trust , con soluzioni per la gestione sicura delle transazioni digitali; Cybersecurity , con servizi e prodotti per proteggere le infrastrutture informatiche; e Business Innovation , che affianca PMI e grandi imprese nei percorsi di innovazione, sostenibilità e internazionalizzazione. La combinazione di queste aree ha attratto l’interesse degli investitori, risultando in una valutazione premium rispetto alle condizioni di mercato precedenti alla diffusione delle prime indiscrezioni sull’operazione. Dietro allo stadio finale della trattativa ci sono team di advisor di alto profilo che hanno assistito le parti in tutte le fasi della transazione. Rothschild & Co ha affiancato Advent, mentre Mediobanca ha supportato Nextalia. Per gli aspetti legali e fiscali, Advent e Nextalia si sono avvalsi rispettivamente degli studi PedersoliGattai, Chiomenti e KPMG, mentre Barclays ha fornito supporto addizionale come advisor finanziario. Tecno Holding ha, invece, potuto contare sull’assistenza di Lazard e dello studio legale Gatti Pavesi Bianchi Ludovici. Le dichiarazioni dei protagonisti sottolineano l’orizzonte di lungo periodo che si apre con questa operazione. Francesco Canzonieri, amministratore delegato di Nextalia , ha evidenziato come la partnership con Advent e il team di management di Tinexta rappresenti “un’opportunità rilevante per investire in una piattaforma italiana di alta qualità che può crescere ulteriormente nei suoi core business”. Dall’altra parte, Francesco Casiraghi, managing director di Advent , ha espresso entusiasmo per l’inizio della collaborazione in una fase decisiva dello sviluppo dell’azienda, ribadendo la fiducia nelle competenze tecnologiche di Tinexta e nel suo potenziale di espansione anche a livello europeo. L’operazione riflette una dinamica più ampia nei mercati dei private equity, dove investitori internazionali e gestori italiani cercano di consolidare asset tecnologici e strategici nel contesto europeo, sfruttando la flessibilità e la visione di lungo periodo che una struttura privata può offrire rispetto alla quotazione pubblica.
- Cherry Bank rafforza la presa su Banca Macerata e sale al 19,1% del capitale
Cherry Bank ha rafforzato in modo significativo la propria presenza in Banca Macerata , portando la partecipazione dal 9,7% al 19,1% del capitale e consolidando così il ruolo di primo azionista dell’istituto marchigiano. L’incremento è avvenuto attraverso una serie di acquisizioni da soci venditori locali e si inserisce in una strategia di crescita graduale già avviata nella primavera del 2024, quando la banca veneta aveva fatto il suo ingresso nel capitale dell’istituto. L’operazione è stata perfezionata dopo l’autorizzazione della Banca Centrale Europea e ha visto il team Strategic Advisory & Corporate Finance di Prometeia affiancare i soci venditori in qualità di advisor finanziario. Il mandato è stato seguito da un gruppo guidato da Simone Lauretti , partner e responsabile del corporate finance, insieme a Maria Beatrice Facchini. Il rafforzamento della partecipazione conferma l’interesse di Cherry Bank per le Marche, un territorio in cui l’istituto è già presente con sportelli nel nord della regione e che rappresenta un’area strategica per ulteriori sviluppi, sia tramite una presenza diretta sia attraverso collaborazioni con realtà locali. La scelta è coerente con le caratteristiche economiche regionali: le Marche contribuiscono per circa il 2,4% al PIL nazionale, con un valore complessivo superiore ai 40 miliardi di euro, e mostrano una forte specializzazione manifatturiera rispetto alla media italiana. Il tessuto produttivo marchigiano è infatti composto prevalentemente da piccole e medie imprese ad alta specializzazione, attive in settori come moda e calzature, meccanica ed engineering, sistema casa-arredo, agroalimentare trasformato e chimico-farmaceutico. Si tratta di comparti con una marcata vocazione all’export e una buona integrazione nelle catene del valore internazionali, che richiedono un sistema bancario capace di accompagnare investimenti, crescita dimensionale e processi di internazionalizzazione. Secondo diverse analisi di settore, la regione presenta ancora margini di sviluppo per il credito, risultando relativamente meno bancarizzata rispetto alla qualità e alla complessità del suo apparato produttivo. In questo contesto, l’operazione su Banca Macerata consente a Cherry Bank di rafforzare il presidio in un’area ad alto potenziale, ampliando l’offerta di credito e servizi finanziari a favore di imprese e famiglie e posizionandosi come interlocutore di riferimento per lo sviluppo dell’economia locale.
- Koinos Capital rafforza Futur-A Group con l’acquisizione totale di SmartEngineering
Koinos Capital SGR, tramite il suo fondo Koinos Uno , ha completato l’acquisizione del 100 % del gruppo SmartEngineering , consolidando ulteriormente il suo polo dedicato alla consulenza ingegneristica e R&D engineering per il comparto manifatturiero all’interno della piattaforma Futur-A Group . L’operazione rappresenta un passo importante nello sviluppo di un hub di eccellenza nel settore della ricerca & sviluppo ingegneristica, con l’obiettivo di creare un aggregatore di servizi specializzati e aumentare la capacità competitiva sul mercato italiano e internazionale. SmartEngineering, con base a Rovereto e una presenza significativa in Italia e all’estero, è un player di rilievo nel campo della consulenza ingegneristica meccanica, meccatronica e nella formazione tecnica. L’integrazione nel Futur-A Group rafforza la presenza complessiva della piattaforma, che ora conta 13 sedi in Italia , una presenza diretta in USA, Olanda e Serbia e un team di oltre 450 ingegneri , con l’obiettivo di raggiungere un fatturato di circa 32 milioni di euro nel 2025 e ambizioni di crescita fino a 100 milioni nei prossimi anni . L’operazione ha visto il coinvolgimento di numerosi studi legali e consulenti professionali in diverse fasi della transazione. Gelmetti Studio Legale Associato ha assistito Koinos Capital SGR e Futur-A Group su tutti gli aspetti legali legati all’acquisizione, dalla due diligence alla strutturazione contrattuale dell’operazione, inclusi gli accordi relativi al reinvestimento dei manager e degli imprenditori di SmartEngineering nel veicolo comune. Il team, coordinato dal senior associate Gabriele Moioli con la supervisione del socio Pierfrancesco Gelmetti , ha gestito anche le questioni di diritto del lavoro con l’of counsel Federica Malerba . Dal punto di vista finanziario, la due diligence è stata curata da Spada Partners , con un team guidato dal partner Antonio Zecca e supportato da Emanuele Arpano ed Elio Pansini . La parte fiscale e di strutturazione è stata seguita da Russo De Rosa Associati , mentre EY ha svolto la due diligence HR con un gruppo di professionisti specializzati. Sul fronte ESG, le analisi sono state gestite da ERM e Eudai Partners , che hanno valutato i profili di sostenibilità ambientale, sociale e di governance e contribuito alla definizione del piano di sviluppo in chiave ESG. I soci venditori delle società del gruppo SmartEngineering sono stati assistiti da Deloitte Advisory per gli aspetti finanziari e da M&B Legal per gli aspetti legali dell’operazione, con team dedicati a ciascun perimetro di consulenza. La struttura finanziaria dell’operazione ha previsto anche l’emissione di obbligazioni incrementali da parte di Futur-A Group, sottoscritte da Merito SGR per il fondo Merito Private Debt e da Green Arrow Capital SGR per il Green Arrow Private Debt Fund II . Su questo fronte, lo studio Chiomenti ha fornito assistenza legale, coordinando un team di partner e counsels che hanno seguito la documentazione relativa all’emissione e la sottoscrizione delle obbligazioni. Questa operazione non solo rafforza la presenza di Koinos Capital SGR nel settore dell’ingegneria applicata e dei servizi avanzati di R&D, ma evidenzia anche un modello di aggregazione e buy-and-build che punta a valorizzare competenze tecniche e professionalità locali, integrandole in un contesto più ampio e strutturato per competere in mercati globali.
- Estrima nomina Corporate Family Office SIM come nuovo Euronext Growth Advisor e Specialist a partire dal 2026
Estrima , la società italiana attiva nella produzione di veicoli elettrici compatti con il marchio Birò e nello sviluppo di soluzioni per la mobilità sostenibile ( mobility as a service ), ha dato una svolta importante alla sua struttura di supporto finanziario per il 2026 con la nomina di Corporate Family Office SIM come nuovo Euronext Growth Advisor e Specialist . L’annuncio, pubblicato tramite fonti finanziarie e notizie di mercato, conferma che la scelta si è resa necessaria dopo la disdetta del contratto da parte di Equita SIM , che attualmente ricopre il ruolo fino al 31 dicembre 2025 , in linea con quanto previsto dalle disposizioni dell’articolo 17 del Regolamento Emittenti Euronext Growth Milan . La nuova nomina di Corporate Family Office SIM entrerà in vigore dal 1° gennaio 2026 e la SIM ha già formalizzato la propria dichiarazione a Borsa Italiana nei termini richiesti dalla normativa Euronext Growth. Questo passaggio è parte di un processo di allineamento con gli obiettivi strategici di Estrima, pensato per garantire continuità nel supporto al titolo e nella relazione con gli investitori istituzionali e di mercato durante il prossimo anno. La decisione di cambiare advisor e specialist riflette un momento di riorganizzazione per Estrima. Negli ultimi mesi la compagnia ha vissuto una fase di trasformazione: l’ingresso nel capitale di Zetronic S.r.l. , che ha acquisito una quota di controllo pari al 52 % nel 2025, ha segnato un percorso di rilancio attraverso nuove opportunità di sviluppo e potenziamento dei mercati di riferimento. Equita SIM, nel comunicato di disdetta, ha spiegato che tale decisione era legata ai cambiamenti sostanziali nella compagine azionaria e nel modello di business, ritenendo opportuno che un nuovo intermediario affiancasse la società nella sua prossima fase di crescita. Il ruolo di Euronext Growth Advisor (EGA) è fondamentale per una società quotata sul segmento Euronext Growth Milan : oltre a garantire la conformità alle regole di mercato, l’advisor supporta l’azienda nella comunicazione finanziaria con gli investitori, nel miglioramento della corporate governance e nelle strategie di sviluppo del capitale. La doppia funzione di Specialist include anche la gestione della liquidità del titolo sul mercato, contribuendo a un pricing efficiente e alla copertura della domanda e dell’offerta delle azioni Estrima. Per Corporate Family Office SIM , realtà riconosciuta nel panorama italiano del wealth management e dell’advisory per le PMI, questa nomina è un riconoscimento della sua esperienza nel ruolo di advisor finanziario. CFO SIM è attiva in vari segmenti di mercato e offre servizi di investment banking, market making e corporate brokerage , supportando aziende in esigenze di raccolta di capitali e quotazioni. La scelta di un nuovo Euronext Growth Advisor e Specialist arriva in un periodo in cui molte PMI italiane cercano di rafforzare le proprie strutture di mercato e comunicazione finanziaria, come dimostrano altre operazioni sul mercato Euronext Growth Milan, dove diversi intermediari vengono designati per accompagnare le società nella crescita e nell’attrazione di investitori.
- Weltix supporta CFO SIM in un investimento secondario da 8 milioni su D-Orbit
Milano 29 dicembre 2025 - Nel panorama italiano dei private markets e della fintech , si segnala un’operazione significativa che mette insieme tecnologia, consulenza finanziaria e space economy. Weltix , la piattaforma fintech regolamentata che ha evoluto il proprio sistema in un vero e proprio operating system per la gestione digitale degli asset privati, ha supportato Corporate Family Office sim (CFO sim) nella realizzazione di un investimento secondario con una raccolta complessiva di 8 milioni di euro destinati all’acquisto di una partecipazione rilevante in D-Orbit , società italiana leader nella logistica spaziale e attiva nella new space economy . L’operazione è stata strutturata come club deal e ha visto Weltix mettere a disposizione la propria infrastruttura digitale per facilitare l’esecuzione dell’investimento. Grazie alla tecnologia della piattaforma, CFO sim è riuscita a proporre e veicolare questa opportunità a un gruppo di decine di investitori privati e clienti professionali, superando molte delle barriere operative che tradizionalmente frenano l’accesso a investimenti in mercati non liquidi. Il ruolo tecnologico di Weltix ha consentito un onboarding digitale efficiente, una gestione semplificata delle quote attraverso l’utilizzo di quote dematerializzate e un monitoraggio diretto nel dossier titoli dei clienti, avvicinando l’esperienza di investimento nei mercati privati a quella dei mercati pubblici. Il team di Weltix che ha curato l’operazione comprende figure chiave come Edoardo Reggiani , chief strategy officer , Martino Testa , investment e strategy manager , e Francesca Sattin , deal flow e structuring director . La società si è avvalsa inoltre di Unicredit come placement agent per supportare gli azionisti venditori, con il team Private Capital Markets, mentre gli aspetti legali sono stati gestiti dallo studio Lexia . L’investimento è stato perfezionato tramite il veicolo Cosmos 2025 , completamente amministrato tramite l’ecosistema digitale di Weltix. Per D-Orbit , realtà che si è imposta come protagonista globale nel settore della logistica spaziale — offrendo soluzioni per il rilascio preciso di satelliti e servizi avanzati in orbita — questa operazione rappresenta non solo un’iniezione di capitale ma anche un riconoscimento del valore che le tecnologie spaziali italiane possono sostenere nel contesto internazionale, in un settore in forte espansione grazie alla diffusione delle costellazioni satellitari e alla crescente domanda di servizi spaziali innovativi. I vertici delle realtà coinvolte hanno sottolineato il significato dell’operazione: Antonio Chiarello , fondatore e CEO di Weltix, ha evidenziato come il supporto tecnologico sia essenziale per abbattere le complessità operative e permettere così ai consulenti e wealth manager di offrire asset illiquidi con livelli di efficienza prossimi a quelli dei prodotti quotati. Questo tipo di innovazione tecnologica è in linea con la missione di Weltix di trasformare i processi tradizionali legati ai private assets e renderli più trasparenti e accessibili. Analogamente, Andrea Caraceni , amministratore delegato di CFO sim, ha commentato che l’operazione riflette l’impegno della sua società nel portare opportunità di investimento di alta qualità nell’economia reale ai propri clienti, offrendo al contempo diversificazione rispetto ai mercati finanziari tradizionali. Puntare su D-Orbit, secondo Caraceni, non significa solo investire nella space economy ma contribuire alla crescita di un’eccellenza tecnologica italiana con un forte potenziale internazionale. Questa operazione mette in luce come l’integrazione tra innovazione tecnologica e consulenza finanziaria possa giocare un ruolo cruciale nel rendere gli investimenti nei private market più accessibili e scalabili, aprendo nuove prospettive per investitori privati e professionali interessati a partecipare a progetti di alto profilo e con forte impatto economico e tecnologico.
- Le Due Valli accelera sulla crescita sostenibile con un minibond da 6 milioni di euro
Le Due Valli , realtà di riferimento in Italia e in Europa nella trasformazione del pomodoro biologico, ha portato a termine un’emissione obbligazionaria da 6 milioni di euro sotto forma di minibond. L’operazione è stata integralmente sottoscritta da Cassa Depositi e Prestiti, Cassa Centrale Banca – Credito Cooperativo Italiano e Cassa Padana – Banca di Credito Cooperativo, confermando l’interesse del sistema finanziario verso strumenti di private debt destinati a sostenere la crescita delle imprese agroalimentari con un forte orientamento alla sostenibilità. Il minibond si inserisce nel più ampio percorso di sviluppo industriale della società ed è strutturato come un’emissione sustainability linked. Il regolamento prevede infatti un meccanismo di riduzione della cedola al raggiungimento di specifici obiettivi ESG, individuati nel piano strategico di Le Due Valli, in linea con le più recenti evoluzioni del mercato dei capitali e con le best practice europee in materia di finanza sostenibile. La scelta di integrare indicatori ambientali, sociali e di governance nella struttura finanziaria conferma la centralità della sostenibilità nel modello di business dell’azienda. Le risorse raccolte saranno destinate principalmente all’ampliamento del sito produttivo, all’installazione di nuove linee e al rafforzamento della capacità industriale , con particolare attenzione al segmento dei tubetti di pomodoro concentrato biologico, che rappresenta uno dei principali driver di crescita. L’obiettivo è sostenere l’aumento dei volumi, migliorare l’efficienza produttiva e accompagnare l’evoluzione tecnologica dell’impianto, preservando al contempo la filiera corta che caratterizza l’attività della società. Fondata nel 2000, Le Due Valli opera nelle Valli del Mezzano, un’area agricola di circa 18.000 ettari tra Ostellato e Comacchio, in provincia di Ferrara. Il modello produttivo si fonda su un controllo diretto della filiera, che consente elevati livelli di tracciabilità, qualità certificata e attenzione all’impatto ambientale, elementi sempre più rilevanti per il mercato e per gli investitori istituzionali. ABC Company – Società Benefit ha affiancato Le Due Valli in qualità di advisor e arranger dell’emissione , curando la strutturazione finanziaria dell’operazione. Lo studio legale ADVANT Nctm ha prestato assistenza come legal advisor, mentre Banca Finint ha svolto il ruolo di banca agente. Il supporto strategico è stato fornito da DAPR di Parma, Ecomate ha seguito l’assessment delle tematiche ESG e Equita SIM ha operato come dealer, contribuendo al buon esito dell’operazione. Secondo Enrico Sobacchi , Head of Business Development di ABC Company, l’emissione rappresenta un esempio concreto di come il private debt possa essere utilizzato in modo efficace per accompagnare piani di crescita industriale integrando obiettivi di sostenibilità, grazie a strutture finanziarie sempre più evolute e personalizzate. Il management di Le Due Valli ha sottolineato come il minibond costituisca un passaggio chiave per sostenere lo sviluppo tecnologico e il rafforzamento della filiera, consentendo nuovi investimenti in innovazione e capacità produttiva e supportando un percorso di crescita sostenibile nel lungo periodo.
- Manuela Soncini alla guida di Cordusio Fiduciaria
Manuela Soncini è stata ufficialmente nominata amministratore delegato di Cordusio Fiduciaria, la società fiduciaria del Gruppo UniCredit che costituisce un punto di riferimento strategico per i servizi fiduciari e la pianificazione patrimoniale all’interno dell’ecosistema di wealth management e private banking del gruppo. La nomina, ufficializzata il 18 dicembre 2025 con un comunicato di UniCredit, conferma l’importanza crescente attribuita alla gestione dei patrimoni complessi e alle soluzioni di consulenza ad alto valore aggiunto rivolte a clientela privata e imprenditoriale. Nel nuovo incarico Soncini manterrà anche la responsabilità di Head of Wealth Advisory di UniCredit Wealth Management e Private Banking in Italia, ruolo in cui ha già maturato esperienza e conoscenza approfondita dei clienti con esigenze di pianificazione finanziaria, protezione del patrimonio e governance familiare. In questo doppio ruolo, la manager sarà chiamata non solo a guidare le attività tradizionali di famiglia e business advisory, ma anche a sostenere l’evoluzione di Cordusio Fiduciaria come piattaforma centrale per l’offerta di servizi fiduciari, trust e soluzioni patrimoniali personalizzate. La nomina di Soncini si inserisce in un più ampio progetto di rafforzamento e sviluppo del wealth management in UniCredit, voluto da Renato Miraglia, Head of Wealth Management e Private Banking in Italia, che punta a consolidare la presenza del gruppo nel segmento delle famiglie ad alto patrimonio e degli imprenditori, un’area in cui la consulenza fiduciaria e la pianificazione successoria stanno assumendo un ruolo sempre più centrale per la sostenibilità dei patrimoni nel lungo periodo. Questo tipo di servizi assume un’importanza crescente in un contesto in cui sempre più imprese familiari e patrimoni privati necessitano di strutture evolute per affrontare temi complessi quali passaggio generazionale, protezione patrimoniale, trust e governance familiare, aspetti al centro del dibattito non solo in ambito bancario ma anche nell’economia reale italiana. Studi di settore infatti evidenziano come solo una minoranza delle imprese familiari riesca a sostenere il primo passaggio generazionale senza sopravvenire a criticità, sottolineando l’importanza di servizi di consulenza specialistica. La transizione ai vertici di Cordusio Fiduciaria ha visto anche altri aggiornamenti: Francesco Rubino, che per sette anni ha guidato la fiduciaria come amministratore delegato, assume la nuova responsabilità di Network Wealth Management, raccogliendo il testimone da Alberto Zappa, che ha esercitato la funzione negli ultimi anni. Nell’ambito della stessa transizione, Zappa resterà legato alla società nel ruolo di Presidente di Cordusio Fiduciaria, garantendo continuità istituzionale e supporto alla strategia di sviluppo della società. Con queste scelte di governance, UniCredit rafforza non solo la leadership femminile in posizioni chiave all’interno delle proprie divisioni strategiche, ma anche l’integrazione tra attività di advisory, pianificazione patrimoniale e servizi fiduciari ad elevata specializzazione, elementi sempre più richiesti in un mercato finanziario competitivo e in evoluzione come quello italiano.
- LMDV accelera sull’editoria: dal 30% de Il Giornale alla trattativa esclusiva per il polo QN
Negli ultimi giorni il mercato dell’editoria italiana è stato scosso da una mossa significativa di LMDV Capital , il family office dell’imprenditore Leonardo Maria Del Vecchio , che con l’acquisizione del 30% de Il Giornale ha segnato un passo concreto nel suo progetto di espansione nel settore dei media. L’accordo, sottoscritto con la Finanziaria Tosinvest della famiglia Angelucci, attribuisce a LMDV Capital una quota significativa del quotidiano fondato da Indro Montanelli e conferma l’ingresso di Del Vecchio nel panorama editoriale nazionale dopo il tentativo non andato a buon fine di acquisire il gruppo Gedi. La partecipazione del 30% rappresenta per LMDV non soltanto un investimento finanziario, ma la base di una visione più ampia che mira a rafforzare l’editoria italiana con capitale italiano, paziente e industriale , come evidenziato nelle dichiarazioni ufficiali rilasciate nel comunicato di annuncio dell’operazione. L’operazione non si esaurisce con l’ingresso nel capitale de Il Giornale , ma si inserisce in un disegno strategico più ampio: LMDV ha infatti sottoscritto un accordo di esclusiva per trattare l’acquisizione della maggioranza nel gruppo Quotidiano Nazionale (QN) , che edita testate di forte diffusione come Il Giorno , La Nazione e Il Resto del Carlino . La trattativa in esclusiva con la famiglia Riffeser Monti , proprietaria del gruppo QN, è stata concessa fino a fine gennaio 2026, dando a LMDV un’opportunità prioritaria per negoziare il controllo di un altro importante player dell’informazione nazionale. Se dovesse andare a buon fine, questa acquisizione consentirebbe alla holding di Del Vecchio di combinare sotto un unico perimetro testate di grande rilevanza sia a livello locale che nazionale, rafforzando ulteriormente la visione di un polo editoriale italiano integrato . L’operazione su Il Giornale arriva in un momento di profonda trasformazione del settore editoriale, segnato da difficoltà economiche, competizione digitale e ristrutturazioni che coinvolgono gruppi storici. L’ingresso di un soggetto con risorse e ambizioni industriali come LMDV Capital è interpretato da più fonti come un elemento che potrebbe contribuire a stabilizzare e innovare l’offerta informativa, con un focus sulla digitalizzazione, lo sviluppo di prodotti multimediali e la valorizzazione dei marchi storici. Allo stesso tempo, l’attenzione rimane alta sulle implicazioni di lungo periodo: un maggiore consolidamento potrebbe cambiare gli equilibri del pluralismo informativo e del mercato pubblicitario, aprendo nuove sfide e dibattiti sulla governance e l’indipendenza delle redazioni all’interno di un polo mediatico. L’acquisizione del 30% de Il Giornale da parte di LMDV Capital è solo il primo passo di un progetto di ampia portata che mira a costruire un polo editoriale nazionale robusto e integrato , con trattative in corso per assumere il controllo di QN e potenzialmente di altri asset strategici nel settore dell’informazione. L’evoluzione di queste operazioni sarà uno dei temi chiave da seguire nei prossimi mesi nel panorama dei media italiani.
















